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ICANN e i problemi di collisione dei nomi anche per i ccTLD

Il problema della collisione dei nomi per le estensioni gTLD non è una rarità e non è certo un argomento nuovo. Si potrebbe dire che il tema sia tornato sotto i riflettori con l’avvento delle nuove estensioni gTLD rilasciate dall’ICANN all’inizio del 2014, come dimostra, ad esempio, il caso dell’estensione .prod mantenuta da Google. In realtà, però, il problema della collisione dei nomi potrebbe andare ben oltre i gTLD e colpire anche i nuovi ccTLD, a tal punto da spingere l’ICANN a prendere provvedimenti

Il problema della collisione dei nomi per le estensioni gTLD non è una rarità e non è certo un argomento nuovo. Si potrebbe dire che il tema sia tornato sotto i riflettori con l’avvento delle nuove estensioni gTLD rilasciate dall’ICANN all’inizio del 2014, come dimostra, ad esempio, il caso dell’estensione .prod mantenuta da Google. In realtà, però, il problema della collisione dei nomi potrebbe andare ben oltre i gTLD e colpire anche i nuovi ccTLD, a tal punto da spingere l’ICANN a prendere provvedimenti.

A rendere pubblica la questione è la ccNSO (country code Names Supporting Organization) che ha diffuso la notizia che il board ICANN sta pensando di trovare a breve una soluzione, magari espandendo la policy controversa sulle collisioni dei nomi anche ai nuovi ccTLD.ICANN e i problemi di collisione dei nomi anche per i ccTLD

La risoluzione prevede che la ccNSO indaghi ulteriormente sulle implicazioni delle collissioni dei nomi associati al lancio dei nuovi ccTLD, includendo anche le estensioni internazionali e raccomandando che i responsabili per il rilascio dei ccTLD applichino lo stesso piano di riduzione dei rischi già in essere per i nuovi gTLD.

Poiché l’ICANN non si occupa direttamente dei ccTLD, gestiti dallo IANA, una raccomandazione è il massimo che l’ente può fare, soprattutto in un momento di difficoltà in cui l’ICANN si trova ad affrontare problemi di non poco conto, fra cui quello legato al rinnovo dello stesso contratto di affidamento del sistema Internet da parte del dipartimento del Commercio statunitense.

In cosa consiste il problema della collisione dei nomi

Per chi non ne fosse informato, la collissione dei nomi avviene quando una particolare estensione rilasciata come gTLD in realtà si trova a essere clonata anche in una rete a uso interno o privato su domini non delegati, dove la stessa stringa serve per identificare altre tipologie di risorse.

In questi casi, chi fa uso sulle reti private di queste stringhe può andare incontro a perdita di dati o a malfunzionamenti, rendendo le reti private stesse anche vulnerabili. La collissione dei nomi viene normalmente notificata con una risoluzione del nome da parte del sistema DNS verso l’indirizzo IP 127.0.53.53, uno speciale indirizzo IPv4, che appare nei log di alert per indicare il problema di collisione dei nomi, dove il numero 53 è usato in senso mnemonico per ricordare che si tratta di un problema relativo al sistema DNS.

Per risolvere questa difficoltà, l’ICANN chiede che i nomi a rischio collissione con il rilascio dei nuovi gTLD vengano bloccati per 90 giorni dopo il lancio.

Alcuni dirigenti di vari registri gTLD hanno beffeggiato l’ICANN sottolineando che si è andati incontro a un problema di collissione dei nomi quasi ogni volta che è stato rilasciato un nuovo ccTLD nel corso dell’ultimo anno, chiedendosi, in modo ironico, come mai il piano di riduzione dei rischi non viene mai applicato ai ccTLD, pur essendo così importante.

Se l’intento era quello di convincere l’ICANN sull’inutilità del piano di riduzione dei rischi dovuti alla collisione dei nomi, il risultato è stato esattamente l’opposto e l’ICANN potrebbe quindi presto espandere il medesimo piano anche ai ccTLD fino a ora esclusi.

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