Il complesso di Milano Caldera, la casa dei data center italiani

Milano Caldera è il luogo per eccellenza della Internet italiana, dove si riuniscono le tecnologie del Web nostrano e internazionale

Milano Caldera è una zona della città meneghina molto famosa anche a livello internazionale, la cui fama è dovuta principalmente alla presenza del campus tecnologico dove è ospitato il MIX, il principale Internet Exchange Point (IXP) della rete Internet italiana. Il campus è ospitato presso il complesso Milano Caldera di proprietà del gruppo Generali.

Curiosità: il termine caldera deriva dallo spagnolo e significa caldaia, cavità di grosse dimensioni. A volte per estensione e in modo scherzoso viene utilizzata la locuzione calderone, per indicare la sovrabbondanza di ISP e carrier che qui hanno posizionato nel tempo il proprio data center e le proprie infrastrutture di rete

Fino al 1993 il Centro direzionale di San Siro aveva ospitato uffici importanti, come quelli del gruppo Agusta e del gruppo Olivetti. Agli inizi del 1994, presso il complesso (e per l’esattezza nell’edificio E del Campus), Telecom Italia installa il primo ADM in fibra su richiesta di PTT Telecom Netherlands (poi KPN) e Telia, partner del progetto che da lì a poco avrebbe visto la luce: Omnitel, fondata nel 1990 proprio da Olivetti.

Milano Caldera venne scelto per la sua vicinanza alla centrale di Via Novara di Telecom Italia, la sua vicinanza alla tangenziale e agli aeroporti e alla futura base operativa di Omnitel, che da lì a poco sarebbe stata posizionata in zona Lorenteggio.

In quell’epoca, gli spazi di data center attrezzati si condensavano in un’area di meno di 30 mq.

milano caldera mix

Tra il 1994 e il 1995, il PoP di via Caldera diventa la sede del consorzio interuniversitario Unisource, che in modo neutrale inizia ad offrire agli ISP indipendenti accesso alla Big Internet.

Inizia a diffondersi il concetto di mix (inteso come servizio di interscambio) e a svilupparsi il primo NAP (Network Access Point). La neutralità rispetto agli ISP era una condizione necessaria per potersi rivolgere in modalità super partes ai diversi Internet Service Provider, proponendo loro di essere ospitati in una infrastruttura capace di offrire tutti i sistemi necessari a interconnettere i propri sistemi autonomi (Autonomous System AS) per lo scambio traffico fra reti, attraverso accordi di peering gratuiti.

Nel 1996, la crescente adesione alle funzionalità operate dal NAP e la concentrazione di ISP, carriers, gestori di root-names server e di Top Level Domain diventavano così elevate da non poter pensare di evolvere ulteriormente il NAP esistente, portando così alla definizione senza scopo di lucro di un secondo NAP.

Con l’aumentare delle presenze e del relativo traffico non poteva non essere formulato un regolamento interno, la cui cura venne affidata alla società MIX Srl, i cui soci sono la maggior parte degli operatori che hanno contribuito alla nascita e all’evoluzione del servizio di interscambio mix.

Com’è organizzato Milano Caldera

L’infrastruttura di Milano Caldera ha un’area dati suddivisa in 4 sale differenti. La prima, Red, è dedicata agli operatori che forniscono il trasporto dati sui propri apparti; la seconda, Green, è dedicata agli operatori che terminano le loro dorsali in appositi cassetti ottici; l’area Blu è pensata per i router degli afferenti al MIX; l’area Orange ospita gli operatori e ISP con alimentazione continua e infine l’area Yellow è riservata agli operatori che offrono servizi di Lan Extension attraverso le infrastrutture del MIX.milano caldera sala dati

Da quanto descritto, si capisce l’importanza dell’intera infrastruttura di Milano Caldera: qui convivono tutti insieme 135 ISP provenienti da differenti paesi del mondo (95 sono italiani), oltre a 36 carrier, tutti collegati fra loro attraverso vLan condivise o vLan dedicate.

Queste caratteristiche rendono Milano Caldera il più importante nodo di scambio Internet Italiano, da cui passa oltre l’80 percento del traffico dati italiano. Qui sussistono tutta una serie di tecnologie pensate per garantire le massime performance possibili e l’opportunità di interconnettersi con numerosi operatori alternativi disponibili nei locali attigui, per cui le corrispondenti infrastrutture sono raggiungibili con basse latenze e con un risparmio economico (non si paga la banda, non dovendo transitare per reti esterne).

Tutte queste caratteristiche unite al sistema elettrico avanzato, ai sistemi di sicurezza e di controllo accessi, alla gestione degli spazi e allo sviluppo di tutta una serie di servizi a costi predeterminati rendono il campus di Milano Caldera la naturale sede dei data center di molti operatori italiani ed esteri.

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