Il data center di Microsoft dice addio ai chillers, server in funzionamento a 35° C

Per chi e stato almeno una volta all'interno di un data center, o meglio, ha avuto la possibilita di vederne anche l'esterno o la parte del tetto, avra notato la presenza di grandi containers (ovviamente sono disponibili anche in formati ridotti per piccoli dc) collegati direttamente con l'interno del data center: si tratta dei famosi chillers, grandi condizionatori il cui compito e quello di raffreddare l'acqua che viene utilizzata all'interno della farm per il raffreddamento dell'ambiente e dei server.

Per chi è stato almeno una volta all’interno di un data center, o meglio, ha avuto la possibilità di vederne anche l’esterno o la parte del tetto, avrà notato la presenza di grandi containers (ovviamente sono disponibili anche in formati ridotti per piccoli dc) collegati direttamente con l’interno del data center: si tratta dei famosi chillers, grandi condizionatori il cui compito è quello di raffreddare l’acqua che viene utilizzata all’interno della farm per il raffreddamento dell’ambiente e dei server.

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Si tratta di uno dei componenti in assoluto più costosi all’interno di un data center, non tanto per il suo costo di acquisto, quanto per la quantità di energia elettrica che viene assorbita, gravando notevolmente sul bilancio delle compagnie che operano i data centers.

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Microsoft, che negli ultimi anni ha accelerato notevolmente lo sviluppo dei propri data centers, oggi può annunciare di avere il primo data center funzionante senza chillers, raffreddato esclusivamente dall’aria proveniente dall’esterno, con la tecnica denominata free-cooling. Non solo, il data center di Dublino, da oltre 500.000 square feet, dove la compagnia già oggi ospita i propri servizi Live, può lavorare ad una temperatura di 35 gradi Celsius, un traguardo notevole, considerando che la media dei data center è solitamente non superiore ai 20-25 gradi massimi. Ricordate niente? Penso di si, Google è stata la prima ad entrare in questo campo con un data center che non fa uso di chillers, ma l’arrivo di Microsoft è molto significativo, segna per primo il raggiungimento, tecnologico, degli standard di Google, tra i più alti in assoluto nel mondo dei data center, e in secondo luogo, dà a Microsoft un vantaggio competitivo che come abbiamo visto più volte, nello sviluppo dei servizi online, parte proprio dal design e dal management dei data centers.

Il post di casa Microsoft è chiaro, nessun chiller per la struttura di Dublino, principalmente per il fatto che il clima irlandese lo consente, ma nel caso dovesse venire meno questa condizione, allora Microsoft sarebbe pronta ad usare un sistema meccanico di raffreddamento, utilizzato abitualmente nelle abitazioni e nelle piccole attività commerciali: un sistema a basso impatto economico sulla bolletta del data center, e utile, si spera, in sporadiche occasioni.425x285.aspx_.jpeg

La rivoluzione nell’hardware non nel free-cooling

La rivoluzione nell’hardware non nel free-cooling

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La rivoluzione non è nel sistema di condizionamento, spegnere i chillers in un comune data center provocherebbe l’aumento della temperatura in pochi minuti e il conseguente downtime di tutta la struttura, questo perchè la temperatura esterna non è sufficiente a raffreddare il data center; la novità risiede nell’uso di hardware che consente di raggiungere alte temperature, come ricorda Datacenterknowledge con l’annuncio di Intel di qualche mese fa. Se i processori riescono a lavorare a temperature più alte, allora si riduce la necessità di un sistema di condizionamento potente, e risulta sufficiente il condizionamento esterno, meglio se in regioni dove abitualmente non si hanno picchi superiori ai 25 gradi Celsius.

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Il processo di rimozione dei data centers permette non solo di risparmiare energia, ma anche di risparmiare nel consumo di acqua, tutt’altro che banale in un data center delle dimensioni di quelli attualmente realizzati da Microsoft o Google; quest’ultima è solita realizzare le proprie strutture proprio vicino a grandi sorgenti di acqua, come i fiumi, per raffreddare i propri data centers.