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Industrial Internet Consortium, un’alleanza per l’Internet of Things

Abbiamo già avuto modo di parlare dell’Internet of Things (IoT), l’Internet delle Cose di cui si discute da tempo, che sembra rappresentare il futuro della tecnologia e che richiede una standardizzazione dei protocolli per migliorarne la diffusione e la fruibilità. Con il perspicuo intento di “accelerare l’innovazione in macchine e processi connessi e intelligenti”, standardizzando hardware e protocolli, nasce l’Industrial Internet Consortium (ICC) a opera di cinque grandi aziende internazionali del settore IT e TLC

Abbiamo già avuto modo di parlare dell’Internet of Things (IoT), l’Internet delle Cose di cui si discute da tempo, che sembra rappresentare il futuro della tecnologia e che richiede una standardizzazione dei protocolli per migliorarne la diffusione e la fruibilità.

Con il perspicuo intento di “accelerare l’innovazione in macchine e processi connessi e intelligenti”, standardizzando hardware e protocolli, nasce l’Industrial Internet Consortium (ICC) a opera di cinque grandi aziende internazionali del settore IT e TLC.

AT&T, Cisco Systems, General Electric, IBM e Intel si sono infatti unite in una partnership per combinare l’IT con l’OT (Operational Technology) e coordinare così un mondo “molto eterogeneo, che coinvolge diversi settori industriali”,  come ha affermato Ron Ambrosio, Distinguished Engineer e CTO della divisione Smarter Energy Research di IBM, durante la conferenza stampa di presentazione del consorzio.

Unire i dispositivi e i loro componenti (sensori, valvole e motori) con le tecnologie IT e supportare il flusso di informazioni che questo connubio è in grado di generare ricorrendo alla raffinatezza dei Big Data: questo è lo scopo primario dell’Industrial Internet Consortium, che si pone come interlocutore di tutte le aziende che vogliono operare nell’Internet of Things.

Infatti, il gruppo è aperto a nuovi collaboratori e sta già attirando l’attenzione di alcuni grandi colossi come Huawei, Fujitsu, Siemens e molti altri. La multipresenza aiuterà a definire delle regole comuni e fornire best practices, architetture di riferimento e case studies, utili al riutilizzo del sapere e dell’esperienza delle aziende che operano nel settore.Industrial Internet Consortium, un'alleanza per l'Internet of Things

Durante la conferenza stampa di presentazione del gruppo, Ton Steenman, Vice President dell’IoT Solutions Group di Intel ha dichiarato: “Fino a questo momento, molti degli sviluppi nell’Internet of Thinghs sono avvenuti a compartimenti stagni, e questo ci ha in qualche modo frenato” e a queste parole hanno fatto da contraltare le voci di Janos Sztipanovits, Professore di Ingegneria e Direttore dell’Istituto di Sistemi Software integrati ( ISIS ) della Vanderbilt University e di Penny Pritzker, segretario del Dipartimento del Commercio USA, che hanno spiegato chiaramente l’obiettivo di integrazione del mondo fisico con quello digitale che si pone il consorzio.

I motivi dell’Industrial Internet Consortium e la sua importanza ai fini dell’Internet of Things

Sztipanovits ha infatti affermato: “Siamo alla soglia di un importante cambiamento tecnologico che incrocia il mondo fisico e cibernetico, uno snodo epocale che avrà vaste implicazioni che porteranno a notevoli vantaggi, non solo le organizzazione, ma per l’umanità intera. Università e industria comprendono la necessità di individuare e stabilire nuove basi, quadri comuni e standard per l’Internet industriale e dell’Internet of Things, e sono alla ricerca della IIC per garantire che questi sforzi si uniscono in un insieme coerente.”. E Pritzker ha ribadito: “Collegando gli oggetti fisici a tutta la potenza del cyberspazio, l’Industrial Internet promette di ridisegnare radicalmente il modo con cui le persone interagiscono con la tecnologia. L’auspicio della nostra Amministrazione è quello di realizzare collaborazioni pubblico-privato alla stregua del nuovo IIC e di trasformare le opportunità dell’Industrial Internet in nuovi posti di lavoro nel settore manifatturiero, sanità, trasporti e altrove.”.

L’importanza di questo consorzio è poi da intravedere nella sua funzione di punto di incontro fra l’Industrial Internet e l’Internet of Things. Molti sostengono infatti che i due aspetti legati alla diffusione di Internet siano differenti.

Secondo gli esperti, infatti, l’Industrial Internet si riferirebbe alle tecnologie con cui le macchine comunicano con applicazioni remote di controllo infrastrutturale, per monitorare e controllare le macchine stesse o le condizioni di lavoro dell’ambiente circostante.

L’Internet of Thing descrive la capacità di queste stesse tecnologie di influenzare le normali attività quotidiane delle persone comuni e le modalità con cui essi interagiscono con i propri dispositivi intelligenti, come smartphone, smart cars e via discorrendo.

L’Internet Industrial Consortium è il connubio di queste due visioni e vuole spingere sull’Industrial Internet per realizzare l’Internet of Things nell’immanente quotidianità di ciascuno di noi.

L’Industrial Internet Consortium si propone di favorire il passaggio verso l’Internet of Things attraverso la creazione di un ecosistema tecnologico: “Città, reti energetiche, edifici, macchine stanno diventando più interconnesse e intelligenti e attraverso questo consorzio intendiamo accelerare sia l’innovazione che l’avanzamento tecnologico”, ha detto Ron Ambrosio, riassumendo in modo conciso il valore di un consorzio di questa portata.

C’è comunque da notare che l’Industrial Internet Consortium non è l’unica organizzazione che sta cercando di tracciare una via maestra per l’Internet of Things. Infatti, da circa un anno esiste AllSeen Alliance, un gruppo che sta cercando di promuovere AllJoyn di Qualcomm come uno standard per sensori e dispositivi collegati al Web. AT&T è anche un membro di questa organizzazione, che sembra essere meno concentrata sull’Industrial Internet per guardare più all’Internet di largo consumo.

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