Internet non conosce la parola crisi

Come si sono evoluti i vari settori economici prima, durante e dopo la crisi che e partita negli scorsi anni dagli Stati Uniti e si e poi diffusa a livello mondiale? A questa domanda prova a rispondere uno studio condotto dal Council of Economic Advisors (CEA) e LinkedIn che prende in considerazione proprio i tassi di crescita dei vari settori industriali nell'arco di tempo tra il 2007 e il 2011, ovvero gli anni a cavallo delle difficolta economiche vissute dal paese a stelle e strisce.

Come si sono evoluti i vari settori economici prima, durante e dopo la crisi che è partita negli scorsi anni dagli Stati Uniti e si è poi diffusa a livello mondiale? A questa domanda prova a rispondere uno studio condotto dal Council of Economic Advisors (CEA) e LinkedIn che prende in considerazione proprio i tassi di crescita dei vari settori industriali nell’arco di tempo tra il 2007 e il 2011, ovvero gli anni a cavallo delle difficoltà economiche vissute dal paese a stelle e strisce. I dati presentati evidenziano come il più alto tasso di crescita è quello registrato dalle energie rinnovabili (49,2%) seguite però a ruota da una serie di settori che in qualche modo hanno a che fare con il web: al secondo posto c’è, infatti, internet con un +24,6%, seguito dall’editoria online (24.3%) e dall’e-learning (15,9%). Dall’altro lato della scala ci sono invece i giornali cartacei con un -28,4%, la vendita al dettaglio (-15,5%), i materiali da costruzioni (-14,2%) e il settore automobilistico (-12,8%).

Internet svetta anche dal punto di vista dei numeri che riguardano l’occupazione: il settore è stato, infatti, quello che ha fatto registrare la maggior crescita occupazionale, seguito da ospedali e assistenza sanitaria, salute, wellness&Fitness, Oli & Energy, IT ed energie rinnovabili; i settori invece che hanno avuto una contrazione dell’occupazione sono vendita al dettaglio, costruzioni telecomunicazioni e il settore automobilistico. Un aspetto interessante che evidenzia tale analisi è quello relativo alle variazioni della crescita dei settori con l’entrata e l’uscita dalla crisi: ad esempio Internet e l’editoria online sono riusciti a crescere anche nei periodi di crisi, così come l’e-learning e ospedali e assistenza sanitaria. Non sono mai usciti dalla crisi invece l’editoria tradizionale, i supermercati e le telecomunicazioni che continuano ad essere in calo; i settori che invece hanno superato brillantemente le difficoltà finanziarie sono IT, marketing & advertising, software per i computer e assicurazioni: nonostante abbiano avuto un netto calo con l’inizio della crisi, nel 2011 hanno fatto registrare un livello di occupazione pari o superiore a quello di partenza. Dati, quelli dell’analisi condotta da LinkedIn e CEA, che dimostrano come la crisi c’è per tutti, ma non per Internet.