Le startup tecnologiche italiane, ci sono anche loro

Il nostro articolo di ieri ha scatenato una serie di commenti che, giustamente, fanno notare come in Italia quanto accaduto a Yipit, al suo fondatore infatti e successo qualcosa di sicuramente "anomalo", ma neanche troppo distante da quella realta che potete leggere giornalmente sui blog e sulle testate oltre oceano. Si possono creare startup di successo in Italia? Si, ieri ho letto che i ragazzi di Coderloop.com (del Politecnico di Milano) che sono stati acquisiti con la loro idea da un colosso del settore americano.

Il nostro articolo di ieri ha scatenato una serie di commenti che, giustamente, fanno notare come in Italia quanto accaduto a Yipit, al suo fondatore infatti è successo qualcosa di sicuramente “anomalo”, ma neanche troppo distante da quella realtà che potete leggere giornalmente sui blog e sulle testate oltre oceano.

Si possono creare startup di successo in Italia? Si, ieri ho letto che i ragazzi di Coderloop.com (del Politecnico di Milano) che sono stati acquisiti con la loro idea da un colosso del settore americano. La storia di Mashape (3 giovanissimi italiani) è ormai molto nota. Per cui non è vero che in Italia non si creino startup di successo, dovreste chiedere a Fabrizio di Funambol se immaginava dove sarebbe arrivata la sua di startup, e molto dello sviluppo è ancora italiano. 

Certo, le difficoltà. Tantissime, a partire dai pochi stimoli imprenditoriali e dai costi: se vuoi aprire un servizio di hosting, con ricavi più o meno prevedibili, le spese da sostenere sono tantissime, se vuoi aprire una startup, con un progetto web, allora sembrano quasi insormontabili visto che gli utili per molto tempo saranno solo un obiettivo. 

Nel paese del posto fisso è difficile spiegare ad amici, parenti e colleghi che vi licenziate per lanciare un prodotto online, e andate di porta in porta a cercare finanziamenti: in America lo fanno migliaia di persone, qui probabilmente vi prenderebbero in giro. Eppure c’è chi lo fa, chi riesce comunque a creare in Italia la propria startup e farla guardare lontano, abbracciando subito l’inglese, sviluppando un prodotto per il mercato internazionale e non per quello nazionale.

Sono belle parole? In parte si, perchè l’Italia è un paese che a volte crede poco in se stesso, nonostante nel web e nel mondo IT non abbia nulla da invidiare, a livello di ricerca e di competitività: i nostri developer e product managers non sono meno bravi di altri.  Il web è un settore altamente competitivo, chi fa l’imprenditore nel settore tecnologico è quindi sottoposto a sfide ancora maggiori rispetto ad altri rami e la possibilità di fallire è altissima. Eppure abbiamo tanti esempi di come applicazioni italiane raggiungano i colossi del mondo, e loro, se avete occasioni di parlarci insieme, sono ragazzi dai 20 ai 40 anni come molti altri. Ci hanno creduto, parecchio.