L’importanza dei cavi sottomarini nell’era di Internet

Le "strade" che corrono sul fondo del mare sono ormai una risorsa strategica, ecco alcune curiosità sui cavi sottomarini

I cavi “speciali” che attraversano le profondità degli Oceani sono fondamentali per collegare un mondo che non può più fare a meno del web e delle comodità, servizi disponibili grazie ad Un vecchio cavo sottomarinoInternet. Compagnie che per esigenze di business si trovano ad avere a che fare con la Rete, ad esempio aziende come Microsoft e Google che gestiscono complesse infrastrutture cloud, partecipano  attivamente da anni a progetti che vedono impegnati consorzi di più aziende nella posa di cavi, nel potenziamento dei tracciati esistenti e nella creazione di nuove “autostrade dati”.

Un articolo apparso lo scorso Luglio sul portale Computerworld ha raccolto alcune informazioni, probabilmente non note a tutti, sui cavi sottomarini in generale e sul progetto FASTER, l’impianto che collegherà USA e Giappone garantendo velocità di trasferimento prossime ai 60TB/s. Vediamole insieme:

 

  • i cavi sottomarini trasportano circa il 99% dei dati a “lunga percorrenza”. Negli anni ’90 la parcentuale era invece inferiore perchè, per coprire grandi distanze, ci si appoggiava principalmente ad una complessa rete di satelliti. Al giorno d’oggi i satelliti sono ancora adoperati ma esclusivamente per raggiungere zone remote (es: isole). Le principali autostrade dati sottomarine sono “poche” centinaia ed è grazie ad esse che i vari continenti sono collegati “digitalmente” tra loro;
  • i cavi sottomarini, nonostante uno spessore di soli 17 millimetri, riescono a sopportare l’elevata pressione generata dagli 8km di acqua che li sovrastano;
  • la parte più interna del cavo è realizzata con uno speciale materiale (vetro purificato) sottile quanto un capello umano. La luce è guidata all’interno della fibra mediante riflessione;
  • i cavi sono formati da vari strati, a partire dall’interno abbiamo: la fibra, circondata a sua volta da un composto gelatinoso (per tenere l’acqua al di fuori della sezione in causa di danneggiamento del cavo); un tubo di acciaio (per resistere meglio alla pressione dell’acqua) avvolto da un filo di acciaio; segue un tubo di rame che, altre a tenere unito il filo d’acciao sottostante, ha la funzione di trasmettere l’elettricità alle unità ripetitore lungo il cavo che amplificano il segnale dati; la parte più esterna è una guaina in polietilene che conferisce elevata resistenza all’acqua;
  • i cavi situati nei pressi delle piattaforme continentali sono sottoposti a processi aggiuntivi di lavorazione che hanno l’obiettivo di renderli ancora più resistenti: questo comporta l’impiego di ulteriori cavi di acciaio, strati di asfalto, corde di plastica e gesso per la realizzazione di una “blindatura” o “doppia blindatura” in base alle esigenze.
  • la velocità di trasmissione dei cavi consente di trasmettere in un secondo il contenuto di circa 2000 DVD (4,7GB ciascuno);
  • il South East Asia Middle East Western Europe 3 è un sistema di cavi sottomarini che si estende per 39.000km e collega 33 stati, 4 continenti;
  • contrariamente a quanto si pensa, gli squali non sono i principali responsabili delle interruzioni di servizio. Dal 2006 ad oggi solo nell’1% dei casi i “predatori” si sono rivelati la causa dei problemi ai sistemi sottomarini;
  • la prima posa di un cavo sottomarino avvenne nel canale della Manica a metà del XIX secolo (1851), molto prima che negli Stati Uniti fosse brevettato il primo telefono funzionante (1876 ad opera di Alexander Graham Bell)