Microsoft e la strategia “open source” di Azure

Nel corso di un evento Microsoft tenutosi lunedì a San Francisco, Satya Nadella ha parlato di tutte le ultime novità riguardanti la propria piattaforma cloud Azure: il dato che ha in ogni caso spiazzato i presenti e la stampa specializzata è l’innegabile “feeling” che, per stessa ammissione del CEO, lega da qualche tempo la compagnia di Redmond all’ecosistema Linux.

Sembra infatti che Microsoft si sia ormai innamorata di Linux (come afferma P.Bright dalle pagine di Arstechnica), il sistema operativo definito dal precedente numero uno della compagnia come “un cancro”.

Il supporto all’os open source è un processo ormai avviato e, secondo quanto dichiarato dallo stesso Nadella, il 20% circa delle virtual machine Azure adopera un sistema operativo open source.

Cloud computing, una “prova di forza” per Microsoft

Microsoft CEO S. Nadella La conferenza è servita inoltre per rimarcare a competitor e giornalisti il ruolo che Microsoft ricopre nel mercato del cloud computing: a partire dalla costante crescita di Azure e dagli investimenti multipli destinati alla piattaforma di servizi cloud fino alle partnership previste a breve e medio termine.

Il messaggio di Satya Nadella è stato abbastanza chiaro, “only Microsoft can really do cloud right”, e le tre argomentazioni a favore di questa tesi sono state le seguenti:

  • l’estensione della piattaforma Azure e la competizione su “larga scala”: con due nuove region australiane in arrivo, che porteranno il numero a 19 (il doppio rispetto ad Amazon ed il triplo rispetto a Google) per un totale di oltre 11 milioni di server, e una spesa di 4,5 miliardi di dollari per la sola piattaforma cloud nel 2013, è evidente come solo pochi altri player siano in grado di competere con Microsoft;
  • supporto di livello enterprise: a partire da Oracle (che attualmente supporta solo Azure come soluzione cloud esterna ) fino a MongoDB, Cassandra, Hadoop etc , Microsoft offre supporto di alto livello per un ampio numero di distribuzioni Linux;
  • cloud ibrido, aspetto che sarà ulteriormente potenziato in Azure, il cui parco servizi potrà essere combinato ed affiancato a sistemi on-premise. Anche il Microsoft Cloud Platform System farà parte del gioco – un “pacchetto” che offre sostanzialmente una combinazione di hardware e software  per avviare in loco i propri server, il proprio cloud etc sul modello di quello Azure, una sorta di “Azure in the box”.


Nadella ha poi completato la panoramica sulle prossime mosse dell’azienda parlando, oltre che del coinvolgimento di Dell per la distribuzione di Microsoft Cloud Platform System, della partnership con Cloudera, noto vendor Hadoop, che porterà alla perfetta integrazione di Office365 presso il vendor ed alla possibilità, da parte degli utenti, di poter adoperare sistemi map-reduce su macchine Azure.

5 risposte su “Microsoft e la strategia “open source” di Azure”

Microsoft innamorata di Linux? Mah, io sono diffidente per natura e penso solo due cose:
1. se non riesci a combatterlo, cerca di essere suo amico, inglobalo, fallo sparire. Un po’ la tattica del polipo
2. Microsoft sta utilizzando codice Open Source, quindi utilizza la tattica dell’amicizia per fare la battuta nel caso fosse scoperta: “Ma dai, per far girare il vs Software era necessario….” così fa di un furto di proprietà intellettuale, una virtù, una necessità quando raggiungerà il punto critico di non ritorno per gli utilizzatori.
D’altronde Microsoft ha SEMPRE giocato sporco. In fondo…

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