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Microsoft, gli investimenti per il cloud sul fondo dell’Oceano

Cavi sottomarini cartina

La concorrenza nel mercato del cloud computing non si combatte solo a livello di portfolio servizi e bilanci finanziari ma anche con investimenti mirati a velocizzare la trasmissione dei dati a livello globale. Un recente annuncio di Microsoft rientra proprio in quest’ottica e attesta l’impegno della compagnia nel sovvenzionare la posa di cavi speciali in fibra sul fondo dell’Oceano Pacifico ed Atlantico.

I collegamenti con le strategiche aree del Vecchio Continente e soprattutto dell’Estremo Oriente serviranno ad incrementare il quantitativo di dati in transito e migliorare la qualità ed i tempi di risposta dei servizi presenti sulla piattaforma cloud computing Azure.

Hibernia Networks ed Aqua Comms sono i principali referenti di Redmond per quanto riguarda l’opera di posa dei cavi: entrambi si occuperanno di collegare il Canada (Halifax) all’Irlanda (Ballinspittle) ed al Regno Unito (Brean), in modo da raggiungere diversi data center Microsoft.

La coppia di cavi che correrà sul fondo dell’Oceano consentirà di toccare velocità quasi tre volte superiori (10 Tbps contro 3.5 Tbps) rispetto a quelle offerte dai modelli impiegati nel 2003 per il progetto “North and South Cable System”.

Volgendo l’attenzione ad ovest, Microsoft è invece impegnata nel progetto New Cross Pacific Cable Network per il quale sono già stati avviati i lavori. Il consorzio che finanzia e supervisiona l’opera è composto da diverse compagnie cinesi appartenenti al settore delle telecomunicazioni.

Il “tracciato”, in grado di garantire una capacità di circa 80 Tbps, partirà dall’Oregon e si snoderà, una volta superate le profondità oceaniche, tra Giappone, Corea del Sud, Taiwan e varie località dell’entroterra cinese. L’edificio (landing station) che “accoglierà” i cavi provenienti dall’Oriente sarà costruito dalla stessa Microsoft.

 

 

 

 

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