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Microsoft ufficiale, Nadella CEO e adesione all’Open Compute Project

Proprio nei giorni scorsi vi avevamo svelato che Microsoft fosse in dirittura di arrivo nella scelta del nuovo CEO e le voci di corridoio non sono state di certo smentite dagli eventi, visto che alcune ore fa l’azienda di Redmond ha rilasciato un annuncio ufficiale presentando Nadella come il nuovo AD dell’azienda. Novità anche sul fronte Gates, che lascia la presidenza in favore di Thompson per ricoprire un ruolo più attivo come consulente tecnologico. Aria di cambiamenti, dunque, investe la sede di Redmond e queste mutazioni non sembrano riguardare solamente l’ambito amministrativo, ma anche le scelte tecnologiche e di partenariato

Proprio nei giorni scorsi vi avevamo svelato che Microsoft fosse in dirittura di arrivo nella scelta del nuovo CEO e le voci di corridoio non sono state di certo smentite dagli eventi, visto che alcune ore fa l’azienda di Redmond ha rilasciato un annuncio ufficiale presentando Nadella come il nuovo AD dell’azienda.Microsoft ufficiale: Nadella CEO e adesione all’Open Compute Project

Novità anche sul fronte Gates, che lascia la presidenza in favore di Thompson per ricoprire un ruolo più attivo come consulente tecnologico.

E se su quest’ultimo nome le anteprime si sono rivelate fondate, sui CEO papabili è stata fatto molto rumore con nomi del calibro di Puchai di Google. Solo alcuni, come ReCode, avevano confermato che Microsoft stesse cercando fra le fila dei dipendenti e avevano indicato Nadella come favorito alla candidatura.

La scelta del dipendente in Microsoft da oltre 22 anni ha avuto immediati effetti benefici sul titolo a Wall Street, a conferma della fiducia degli azionisti e soprattutto della volontà aziendale di trasformarsi rapidamente per offrire prodotti innovativi e al passo con i tempi tecnologici.

Aria di cambiamenti, dunque, investe la sede di Redmond e queste mutazioni non sembrano riguardare solamente l’ambito amministrativo, ma anche le scelte tecnologiche e di partenariato. Così, apprendiamo anche che Microsoft pochi giorni fa è entrata a far parte dell’Open Compute Project (OCP).

L’OCP, basato su un’iniziativa catalizzata da Facebook, prevede la condivisione dei design proprietari dei server e di altri componenti dei data center con l’intera comunità IT globale, con l’industria informatica e le community legate ai progetti software open source.

La stessa Facebook si è trovata a personalizzare i software e i server e altri componenti dei data center sulla base delle proprie esigenze operative e di risparmio e ha creduto che la condivisione di parte di queste customizzazioni sarebbe servita ai produttori e all’’ntero mondo IT per sviluppare soluzioni software e hardware ad alta efficienza energetica, economici e corrispondenti a determinate caratteristiche peculiari (ad esempio: server con chassis privi di viti, ad areazione agevolata, ecc.).

Microsoft va in OCP: dal copyright all’open source?

Tutto questo nei piani degli aderenti all’OCP dovrebbe permettere ai data center di acquistare soluzioni customizzate a basso prezzo, evitando così di doversi approvvigionare di un gran numero di server a basso costo che obbligano a una continua espansione hardware con conseguenti necessità economiche crescenti in termini di alimentazione e raffreddamento.

Microsoft ufficiale: Nadella CEO e adesione all’Open Compute ProjectL’ingresso di Microsoft in OCP prevede che Redmond riveli le specifiche e i blueprint dei server presenti nei data center che erogano servizi cloud del calibro di Windows Azure, Office 365 e tanti altri. Secondo le parole di Bill Laing, VP della sezione Cloud Enterprise, le ottimizzazioni apportate a questi server permettono di realizzare fino al 40 per cento di risparmio sui costi, il 15 per cento di guadagno sull’efficienza energetica e una riduzione del 50 per cento nei tempi di deployment e service.

Inoltre, Microsoft contribuirà all’OCP rilasciando in open source anche i codici del software creato per la gestione delle operazioni hardware di diagnostica dei server, di manutenzione dell’alimentazione e di controllo dei sistemi di raffreddamento e ventilazione.

Microsoft è la prima azienda in assoluto a diffondere in ambito OCP le caratteristiche dei server di cloud computing pubblico e il suo obiettivo è di costruire una comunità cloud open source all’interno dell’OCP per cercare di dare una nuova spinta alla diffusione del cloud di Redmond. Infatti, lo stesso Laing afferma: “Se si guarda l’ultima relazione sui guadagni Microsoft, quasi tutti i profitti provengono dai software legacy tradizionali, legati ai prodotti Exchange, Windows e Office, mentre piccolo sono i contributi alle revenue provenienti da altre categorie di prodotti. Se Microsoft vuole affermarsi in ambito cloud deve guardare a una strategia che punti allo sviluppo dell’ecosistema basato sulle piattaforme cloud proposte dall’azienda.”

Strategia che a Redmond pensano possa passare attraverso l’open source.

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