Nuovo sito online, i primi passi per promuoverlo

Il piano di promozione di un nuovo sito andrebbe messo in cantiere molto prima di passare on-line. Per quanto la qualita dei contenuti possa essere valida, o i prodotti convenienti, un qualsiasi sito rischia di passare completamente inosservato senza un'adeguata attivita di promozione. La serie di azioni da intraprendere, assieme alle strategie attuabili, rientrano nella cosiddetta pianificazione delle attivita di Web marketing.

Il piano di promozione di un nuovo sito andrebbe messo in cantiere molto prima di passare on-line. Per quanto la qualità dei contenuti possa essere valida, o i prodotti convenienti, un qualsiasi sito rischia di passare completamente inosservato senza un’adeguata attività di promozione. La serie di azioni da intraprendere, assieme alle strategie attuabili, rientrano nella cosiddetta pianificazione delle attività di Web marketing. Tali attività possono andare dalla banale promozione del sito, fino all’iscrizione in servizi che raggruppano le directories in modo tematico, passando per le normali pratiche SEO (Search Engine Optimization).

Considerata la molteplicità delle strategie possibili è difficile riassumere in un unico articolo una serie di suggerimenti esaustivi sull’argomento. Per questo motivo ci concentreremo sui primi passi da fare successivamente alla pubblicazione online del nostro sito. Come già detto, anche se tali attività possono essere realizzate solamente dopo la pubblicazione sito, è bene pianificarle in anticipo.

Uno delle strategie da considerare potrebbe essere una campagna di article marketing. Nella grande maggioranza dei casi ciò si concretizza nella pubblicazione di una serie di articoli sullo stesso dominio, eventualmente organizzati sotto forma di blog. Lo scopo di questa tecnica è di ottenere diversi risultati: in primo luogo viene migliorato il posizionamento nei motori di ricerca, semplicemente perché aumentano i contenuti offerti dal sito. Ciò significa, in particolare, che è molto importante scegliere con cura gli argomenti trattati negli articoli. Se vendiamo scarpe, ovviamente non andremo a pubblicare articoli di storia o letteratura. In secondo luogo la presentazione di articoli a tema aumenta le probabilità di ottenere dei backlink verso il nostro sito: quanto più sono interessanti (e azzeccati) i contenuti degli articoli, tanto più è probabile che qualche lettore inserisca un link verso il nostro dominio.

Il numero di backlink indirizzati verso il nostro sito è importante ai fini del Page Rank, che indica quanto bene si posiziona il nostro sito nelle classifiche dei motori di ricerca. Questo indicatore va sempre tenuto sott’occhio per sapere come cresce la nostra visibilità nel tempo. Esistono molti indicatori di questo tipo, ma chiaramente uno dei più importanti è quello assegnato da Google. Uno strumento online per verificare il Page Rank è disponibile qui.

La scelta di far conoscere il nostro sito attraverso una campagna di article marketing impatta chiaramente sull’architettura e sulla tecnologia utilizzate per implementare il sito stesso. Se vogliamo ospitare una serie di articoli, o un blog, spesso è bene prendere questa decisione durante le fasi di analisi e definizione dei requisiti tecnici. Ciò permette di ridurre i costi sia iniziali che di manutenzione. Ovviamente sempre possibile aggiungere funzionalità di questo tipo in un secondo tempo, ma potrebbe non risultare conveniente.

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Strategie SEO

Strategie SEO

Il SEO (Search Engine optimization) riassume insieme di tutte le tecniche utilizzate per aumentare la visibilità di un sito, ovvero scalare le classifiche dei motori di ricerca. Queste tecniche si differenziano dalle strategie di Web marketing, perché di solito avvengono più basso livello: se nel Web marketing possiamo collocare tutte le strategie di promozione sul Web, siano esse di natura sociale, pubblicitaria o tecnologica, per SEO si intende invece l’insieme delle pratiche tipicamente tecnologiche che mirano a migliorare l’indicizzazione delle nostre pagine.

Per questo motivo il SEO dovrebbe essere un componente software già incluso nella piattaforma. A questo punto la questione sul come attivare il SEO dipende dalle scelte tecnologiche e architetturali che stanno alla base dello sviluppo del sito. Scegliendo un sistema CMS, come ad esempio WordPress, l’aggiunta del SEO diventa un’operazione semplice e immediata, perché richiede solamente l’installazione di un plugin opportuno. Di contro, se abbiamo scelto di creare il sito facendo sviluppare una soluzione custom, molto probabilmente dovremo attivare il SEO appoggiandoci a qualche libreria, framework o servizio on-line.

Tralasciamo per il momento sia il caso di un SEO già integrato nel sito (come avviene appunto per molti CMS), sia lo scenario che prevede l’integrazione di un SEO con la stessa tecnologia usata per implementare il nostro sito: questi due casi richiedono una trattazione tecnica che non possiamo affrontare in questa sede, perché dipendono dalle scelte fatte a monte. La situazione è diversa se vogliamo affidarci a qualche servizio esterno. Se rientriamo in questo caso, molto probabilmente abbiamo scelto di trascurare la questione SEO in fase di design. Per questo motivo, prima ancora di appoggiarci ad un SEO esterno, sarebbe bene munirsi di uno strumento per monitorare il successo del sito. Strumenti di questo tipo possono comprendere il banale contatore di visite, pagine visitate e statistiche, che di solito è disponibile senza alcuna spesa aggiuntiva. In ogni caso uno strumento di monitoraggio delle visite è obbligatorio: se non abbiamo informazioni sull’afflusso di visitatori e sul traffico, non ha senso impegnarsi per migliorare la visibilità del sito.

Anche i più semplici sistemi di monitoraggio, che si limitano a dirci quanti visite riceviamo, da dove si collegano gli utenti, e quali parole chiave usano per trovarci, forniscono informazioni molto importanti: in particolare, il fatto di sapere in base a quali ricerche siamo stati trovati fornisce un feedback sui contenuti e sulle keyword che abbiamo scelto di esporre.

Ad un livello leggermente più sofisticato troviamo strumenti che permettono di affiancare il normale monitoraggio delle visite ad alcune informazioni che rientrano nell’ambito del SEO. Ad esempio, solo per citarne due, abbiamo webseo e Majestic SEO.

Vediamo brevemente qual è il funzionamento di questi strumenti. Webseo offre un piano gratuito che permette di provare gratuitamente alcuni interessanti strumenti di analisi. Volendo, inserendo alcuni dati per la tariffazione, possiamo accedere ad una prova gratuita dei servizi professionali per un periodo di prova, che dovrebbe essere di 10 giorni. Se non vogliamo aggiungere spese nella pianificazione della promozione, possiamo comunque optare per il piano gratuito, almeno per farci un’idea di quali sono le funzionalità principali. Se invece la nostra attività è di carattere commerciale, è praticamente obbligatorio scegliere un servizio professionale: in questo caso conviene rivolgerci direttamente all’host provider, che potrebbe offrirci soluzioni vantaggiose sia in termini di costi, che in qualità del servizio.

L’altro strumento, ovvero Majestic SEO, risulta interessante perché offre alcuni servizi gratuiti, ma solo se riusciamo a dimostrare di essere i gestori del dominio che vogliamo monitorare. La procedura richiede appena cinque minuti: dopo esserci registrati, ci verrà chiesto di inserire un file di testo vuoto nella root del nostro sito. Ciò permette ai bot di Majestic SEO di visitarci e verificare che siamo veramente i gestori del dominio dichiarato. Un esempio di URL usato per questa verifica è:

In pratica ciò significa che aggiungendo il file vuoto “42AS_B7A1E04A2292AA20A0E6FF1D8G.txt” nella root del nostro sito dimostriamo di avere un accesso (ad esempio FTP) al sito. Chiaramente, in nome di questo file è un ID unico che viene generato ogni volta diverso per ciascun utente e ciascun dominio.

Altri suggerimenti

Altri suggerimenti

Altre attività di Web marketing da considerare per promuovere il nostro sito potrebbero essere delle campagne PPC (Pay Per Click) pubblicitarie, che si concretizzano nell’inserimento di piccoli banner o box pubblicitari nelle pagine dei siti più famosi. Un esempio classico potrebbe essere una campagna su AdWords: ciò significa, in particolare, che il nostro annuncio verrebbe pubblicato accanto ai risultati delle ricerche effettuate su Google. Volendo possiamo anche scegliere di far pubblicare i nostri annunci su altri siti, perché AdWords di Google si combina con AdSense, lavorando in concerto: se noi paghiamo per vedere pubblicati i nostri annunci via AdWords, dall’altra parte c’è chi decide di inserire questi annunci sul proprio sito usando AdSense, con la promessa di ricevere delle entrate per ogni clic. Ovviamente, il giorno in cui raccoglieremo i frutti della nostra promozione, potremo noi stessi mirare ad aumentare le entrate esponendo annunci invece che pagando per farli pubblicare.

Ovviamente, accanto a queste strategie, rimane sempre valida l’attività di condivisione e promozione del sito sui canali più popolari dei diversi social network. In alcuni casi, a seconda del budget che vogliamo investire, possiamo anche considerare la possibilità di una campagna tramite comunicati stampa.

In questa categoria possiamo considerare anche le attività di inserimento nei servizi di Business directories. Esistono molti servizi di questo tipo, spesso gratuiti, di buona qualità. Il tipo di directoryies a cui iscriversi dipende chiaramente dai contenuti o dalla tipologia dei prodotti. Se la nostra è un’attività di e-commerce possiamo considerare servizi come Google Business Directory oppure Yelp, tanto per citare alcuni dei più famosi. Se invece pubblichiamo articoli, notizie o blog possiamo rivolgerci ai cosiddetti servizi di Articles directories, che svolgono lo stesso compito nell’ambito editoriale.

Come ultimo consiglio ricordiamo che l’attuazione di molte attività promozionali non richiede né competenze tecniche né la conoscenza accurata dei nostri prodotti o contenuti. Una pratica molto diffusa è quella di coinvolgere amici, parenti o conoscenti per incaricarli semplicemente di rintracciare attività collegabili alla nostra, che permettano l’inserimento di commenti ai propri contenuti, in modo da inserire dei backlink al nostro sito.
Attenzione però: questa è un’attività da eseguire facendo attenzione alle questioni deontologiche. Commenti di questo tipo devono sempre essere centrati, autentici, e interessanti: il banale commento vuoto, inserito su un altro sito solamente lo scopo di avere un backlink verso il nostro, rischia di essere catalogato come spam o indesiderato. Questo è un rischio da evitare per almeno due motivi: innanzitutto sprechiamo le nostre risorse, perché investiamo su un’attività che non produce alcun effetto. In secondo luogo rischiamo di farci cattiva pubblicità, ottenendo come unico risultato quello di essere inseriti in una sorta di black-list, eventualità assolutamente da evitare se vogliamo promuovere il nostro sito.

Per questo motivo, a seconda del budget e della situazione, molte aziende scelgono di investire in servizi professionali, invece che affidarsi a soluzioni informali (amici e parenti) come quella paventata sopra. Anche in questo caso è importante prestare molta attenzione alle modalità con le quali ci viene proposto un aumento della visibilità. L’opzione di pagare qualcuno semplicemente per cliccare “mi piace” sul nostro sito, o per condividere i nostri contenuti o inserire dei backlink su altri siti, va svolta controllando che vengano rispettate le normative in questione. Oltre alle questioni legali, c’è anche da considerare un altro fattore: se tramite questi meccanismi otteniamo un certo traffico, c’è il rischio di creare una “dipendenza” dal servizio. Il giorno che decideremo di far a meno di aiuti esterni, potremo veder crollare l’afflusso delle visite. Per questo motivo attività simili vanno considerate molto attentamente, e spesso soltanto come ultima spiaggia.