Open source e settore enterprise: una rinascita?

L'open source conquista l'intero settore IT e diversi mercati non-IT, attirando l'interesse di molte aziende e istituzioni con caratteristiche peculiari

L’open source e la sua filosofia stanno letteralmente conquistando il mondo delle economie locali e globali, in differenti settori, dall’enterprise al privato.

A dimostrazione di questo incredibile cambiamento possono essere esemplificati differenti casi di successo: diventano open source le sementi per la libera circolazione degli ibridi ortofrutticoli senza che nessuno possa trarne profitto da diritti di proprietà, diventano open source le cucine e i nuovi motori energetici, affermando quei principi di libertà e sviluppo comunitario di un progetto che sono tipici delle dinamiche open source in ambito IT.L'open source si afferma nel settore enterprise. Una rinascita?

E il settore informatico è quello che si erge a baluardo dell’open source, conquistando in modo inaspettato anche le aziende e le istituzioni più notoriamente legate al software e all’hardware privato. Così, ci si ritrova di fronte al primo notebook completamente open source chiamato Novena, all’intenzione di Microsoft, da sempre regina del copyright IT, di rendere open source la piattaforma .NET, al rilascio in senso open source di ben 1000 programmi da parte della NASA.

Se da un lato le decisioni come quelle di Microsoft di aderire alle soluzioni open derivino da necessità commerciali impellenti, dall’altra parte l’industria si rende conto che la maggior parte delle aziende e delle istituzioni guardano all’open source come a una risorsa inestimabile (secondo l’ISTAT il 40 percento della PA italiana usa software open source), non solo per la convenienza nei costi, ma soprattutto per tutta una serie di peculiarità che il software open source riesce a garantire rispetto agli applicativi a codice proprietario.

I vantaggi dell’open source

L’open source è diventato di interesse per il settore business in quanto garantisce:

  • l’innovazione e la collaborazione: i progetti open source permettono agli sviluppatori di contribuire al progetto sulla base dei propri interessi, attirando talenti da ogni angolo del globo. Questi contributi rendono le piattaforme open source veloci nelle operazioni di sviluppo e debug;
  • l’agilità e la migliore profilazione delle richieste del mercato: la contribuzione globale a un progetto open source e la velocità di sviluppo che ne consegue consentono di rispondere meglio alle esigenze di mercato, eliminando il concetto vetusto di roadmap tanto caro alle aziende di sviluppo privato;
  • il giusto supporto alla rivoluzione digitale: le piattaforme open source sono in grado di supportare al meglio la rivoluzione digitale globale che sta interessando differenti aree di business (mobile, big data, ecc.), forse proprio perché derivano dalla stessa globalità che in questo particolare momento storico sta modificando le condizioni operative di tutti i settori IT.

L’open source è capace di frantumare i vecchi modelli business IT, come dimostrano la rapidissima adozione di Linux e la sua efficacia sia come sistema operativo end-user, sia in ambito server, oltre a tutta una serie di nuovi investimenti monetari che le più note Venture Capital versano a pioggia su progetti open source del calibro di MongoDB, Openstack, Cloudera, Puppet Labs, Hortonworks e tanti altri.

Resta un solo dubbio ancora da sciogliere in merito al software open source e alla sua adozione a livello enterprise e riguarda l’aspetto sicurezza: in questo ambito si scontrano i pareri più emeriti, sia di chi guarda all’open source come a una soluzione insicura capace di generare vicende spiacevoli come il bug Heartbleed, sia di chi sostiene con apposite ricerche che il software open source è in realtà più sicuro del concorrente a codice proprietario.