OpenDay KOLST 2012: un successo la visita ai data center

L'OpenDay Kolst 2012, organizzato da KOLST.it, brand dedicato alla registrazione domini, hosting e cloud computing di KPNQwest Italia ha portato nei data center della compagnia oltre 30 persone nelle due giornate del 26 e 27 Giugno 2012. Pensato per mostrare la realta del data center a chi solitamente non ha esperienza di questi ambienti, l'OpenDay ha mostrato nel corso delle due giornate i quattro data center di proprieta di KPNQwest Italia S.p.A.

L’OpenDay Kolst 2012, organizzato da KOLST.it, brand dedicato alla registrazione domini, hosting e cloud computing di KPNQwest Italia ha portato nei data center della compagnia oltre 30 persone nelle due giornate del 26 e 27 Giugno 2012.

Pensato per mostrare la realtà del data center a chi solitamente non ha esperienza di questi ambienti, l’OpenDay ha mostrato nel corso delle due giornate i quattro data center di proprietà di KPNQwest Italia S.p.A. all’interno del complesso di Milano Caldera, uno degli snodi fondamentali della rete italiana, perché sede del MIX, di cui KPNQwest Italia è anche socio fondatore da oltre 20 anni.

La visita è stata guidata dai Responsabili dei team tecnici di KPNQwest Italia: un’occasione unica perché l’azienda ha autorizzato l’accesso dei visitatori non solo alle sale server dei 4 data center ma anche ai locali tecnici, tra cui quelli riguardanti gli UPS e la sala elettrica; il Responsabile tecnico della divisione WebFarm di KPNQwest Italia, e il Responsabile infrastrutture IT, hanno spiegato ai visitatori le logiche di realizzazione dei quattro data center, che presentano in tutti i casi edifici diversi per le sale dati e per gli impianti elettrici, suddivisi secondo le best practice più attuali nel campo della realizzazione di data center.

Il tour ha incluso anche la visita al recentissimo data center 4: “Abbiamo deciso di realizzare il data center secondo le norme più recenti, con un impianto di condizionamento e gestione dei flussi d’aria che ci permette di ottimizzare fortemente le risorse, a tutto vantaggio dei clienti” ha commentato Enrico Celotto, Marketing Manager di KPNQwest Italia e responsabile del brand KOLST. “Il brand KOLST ha dato ottimi risultati, da Novembre 2011, data di lancio, abbiamo visto una crescita costante, che pensiamo ora di fortificare con il lancio di KLOUD, il nostro servizio di cloud computing”.

Le giornate si sono concluse con due piccoli seminari dedicati alla tematica della sicurezza all’interno del data center e al networking, tenute rispettivamente dal responsabile dei sistemi e dal responsabile del NOC di KPNQwest Italia.

Attualmente la compagnia opera esclusivamente all’interno del complesso di Caldera a Milano, dove trae enormi vantaggi dalla interconnessione in fibra tra i quattro data center e dal collegamento diretto con il MIX, elemento che rende KPNQwest Italia particolarmente competitiva sul fronte della connettività.

La compagnia non esclude a breve una ulteriore espansione dei suoi data center.

Soddisfazione anche da parte dei visitatori coinvolti, persone che operano nel mondo IT o che erano interessate da vicino al funzionamento di una web farm; tra loro anche molti clienti dei servizi  KOLST interessati a toccare con mano l’infrastruttura da cui parte l’erogazione di tutti i servizi commercializzati sotto il vessillo del nuovo brand.

Siamo davvero soddisfatti dell’andamento del nostro OpenDay, il feedback è stato più che positivo e pensiamo di ripetere sicuramente questo evento nel futuro” ha concluso Enrico Celotto.

Nel mondo dei data center italiani si tratta della prima iniziativa di questo tipo: solitamente le compagnie sono restie nel mostrare i loro data center e le pratiche di sicurezza e gestione al loro interno, KPNQwest Italia ha voluto infrangere questa tradizione organizzando il tour con un percorso intelligente, mirato a far capire quali sono gli aspetti fondamentali tanto nella progettazione quanto nella gestione quotidiana del data center. Diverse le domande poste ai responsabili di KPNQwest Italia, orientate soprattutto a comprendere meglio aspetti legati alla ridondanza del DC, un aspetto che spesso viene poco compreso dai clienti ma che comporta in realtà investimenti e difficoltà tecniche rilevanti per le aziende.