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Opteron A1100: la CPU ARM di AMD dedicata ai server

Quest’ultimo Open Compute Project è stato pregno di innovazioni e di importanti cambiamenti: Facebook con l’archiviazione Blu-Ray, l’ingresso di Microsoft e le novità per server (e non solo) di AMD nell’ambito dei processori. Durante l’evento tenutosi a San Josè, AMD ha elargito agli intervenuti alcuni spunti di riflessione sulla nuova serie di processori Opteron A1100, sviluppati con nome in codice Seattle. La presentazione del nuovo processore all’Open Compute Project è tutt’altro che una coincidenza, soprattutto se si pensa che questa è la prima linea di processori della famiglia Opteron basati su architettura ARM

Quest’ultimo Open Compute Project è stato pregno di innovazioni e di importanti cambiamenti: Facebook con l’archiviazione Blu-Ray, l’ingresso di Microsoft e le novità per server (e non solo) di AMD nell’ambito dei processori.

Durante l’evento tenutosi a San Josè, AMD ha elargito agli intervenuti alcuni spunti di riflessione sulla nuova serie di processori Opteron A1100, sviluppati con nome in codice Seattle.

Opteron A1100: la CPU ARM di AMD dedicata ai server

La presentazione del nuovo processore all’Open Compute Project è tutt’altro che una coincidenza, soprattutto se si pensa che questa è la prima linea di processori della famiglia Opteron basati su architettura ARM.

L’equazione è subito fatta: AMD, Opteron, ARM e Open Compute sono i fattori che combinati insieme offrono come risultato l’applicabilità della tecnologia ARM nel settore server. AMD aveva annunciato più di un anno fa di voler sfruttare l’opportunità ARM in ambito server e ha perseguito l’obiettivo abbandonando le soluzioni x86 che fino a ora avevano caratterizzato la famiglia Opteron.

Le caratteristiche tecniche dichiarate dal produttore sono interessanti: il processore top gamma vanta 4 oppure 8 core Cortex A57, con supporto a 64 bit, 4 MB di cache L2 (1 MB di cache L2 condiviso tra ogni coppia di core), 8 MB di cache L3, frequenza di clock superiore a 2 GHz e controller di memoria DDR3 e DDR4.

Dal punto di vista dell’integrazione, il nuovo processore ARM di AMD include un controller PCI Express 3.0 a 8 linee, un controller SATA 6 Gbps capace di supportare fino a 8 periferiche e due processori Ethernet a 10 Gigabit.

Per non gravare sui core GP (general purpose), sono state aggiunte delle logiche dedicate alle funzioni di codifica e decofidica, mentre si rivela inaspettata l’assenza di un componente GPU, a maggior ragione che AMD li produce in casa.

Tutta la filiera sarà prodotta con tecnologia a 28 nanometri, con il contributo e la partnership di GlobalFoundries.

AMD punta su ARM

Al di là delle considerazione sui componenti, sulle scelte tecnologiche e sulle assenze , è interessante scoprire che AMD crede fermamente nel progetto ARM per server, in quanto presuppone che entro i prossimi 5 anni (orizzonte temporale al 2019) l’architettura ARM rappresenterà circa il 25 percento del mercato, mentre per la produzione x86 aumenteranno le richieste di processori di dimensioni ridotte ma straordinariamente efficienti per garantire potenza adeguata nelle configurazioni in parallelo.

Accanto a questa declamazione, AMD sembra essersi preparata sul lato ARM, ma non ha proposto un’alternativa valida con un filone x86 di piccole dimensioni e a elevata efficienza, anche se da quanto dichiarato, l’azienda potrebbe avere in questo senso un asso nella manica per garantirsi una presenza anche negli ambiti ad alta densità di elaborazione.

Ciò nonostante, sembra volersi schierare accanto a tutte quelle aziende che vedono di buon occhio l’evolversi dell’architettura ARM come presenza possibile nei data center e, per spingere verso questo posizionamento, AMD offrirà nei prossimi mesi un kit per sviluppatori composto da una motherboad microATX con processore ARM Opteron  A1100, 4 slot DDR3 (fino a 128 GB) e uno slot PCI Express 3.0. A questa scheda madre, si affiancherà una scheda di espansione per server dotata della nuova CPU ARM e compatibile con gli chassis Common Slot sviluppati secondo le specifiche Open Compute Project.

Quest’ultima mossa di AMD conferma che l’annuncio dell’Opteron A1100 ARM in seno all’Open Compute Project non è certo una coincidenza.

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