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Outernet, l’Internet libero e gratuito che arriva dallo spazio

Dallo spazio forse non giungeranno mai nuove forme di vita extra-terrestri, ma potrebbe presto giungere una nuova forma di Internet non terrestre, chiamata Outernet ed erogata ai cittadini del globo attraverso segnali provenienti dal cielo

Dallo spazio forse non giungeranno mai nuove forme di vita extra-terrestri, ma potrebbe presto giungere una nuova forma di Internet non terrestre, chiamata Outernet ed erogata ai cittadini del globo attraverso segnali provenienti dal cielo.

Non è passato neanche un mese da quando proprio su queste pagine ci siamo occupati del progetto Google Loon, che già torna alla ribalta il concetto di Internet libero e gratuito proveniente dalla volta celeste.

Questa volta non sono i palloncini i protagonisti del nuovo sistema di diffusione delle Rete, ma sono dei piccoli satelliti cubici ed economici chiamati CubeSat e pronti a spiccare il volo per opera della compagnia newyorkese Media Development Investment Fund.Outernet, l’Internet libera e gratuita che arriva dallo spazio

I CubeSat verranno lanciati nell’orbita terrestre bassa, a una distanza dalla crosta compresa fra i 160 e i 2 mila chilometri e saranno capaci di ritrasmettere in un loop continuo i contenuti e i dati ricevuti dalle stazioni trasmittenti terrestri.

Di conseguenza, i CubeSat di Outernet effettueranno quello che in gergo tecnico è definito datacasting, che consiste nella diffusione di dati su superfici molto ampie utilizzando differenti tecnologie. Nello specifico, i CubeSat ritrasmetteranno a terra i segnali Internet attraverso le onde radio con tecnologia DVB, Digital Radio Modiale e in multicasting via Wi-Fi con protocollo UDP.

Tutte le antenne e parabole satellitari esistenti, così come molti dei dispositivi mobile già presenti sul mercato potranno ricevere contenuti digitali e informazioni, garantendo a tutta l’umanità un livello base di notizie, istruzione e intrattenimento uguale, indipendentemente dalla posizione geografica delle persone.

Il progetto, infatti, deriva dalla convinzione dei fondatori che l’accesso alle informazioni e alla conoscenza sia un Diritto Umano fondamentale e inalienabile, anche se in molte parti del mondo si tramuta in un vero e proprio privilegio.

Outernet per garantire il Diritto Umano di accesso alle informazioni

Infatti, viviamo in un’epoca in cui si abbassa il costo dei dispositivi per l’accesso alle informazioni (come computer, smartphone e tablet), ma in cui tende ad alzarsi il costo di approvvigionamento dei dati.

Per dirla in modo più semplice, esistono zone impervie, zone rurali o semplicemente location a densità popolare limitata in cui i proventi delle installazioni dei dispositivi di telecomunicazioni non porterebbero guadagni, né eguaglierebbero gli investimenti da parte dei provider. In queste regioni del mondo, non arriva la fibra ottica, non arriva il rame e non vengono installate antenne per i cellulari.

Questo opportunismo capitalista basato sul rapporto costi-beneficio permette attualmente l’accesso libero alle informazioni solo al 60 percento della popolazione terrestre, escludendo così un buon 40 percento dell’intera popolazione terrestre.

L’obiettivo di Outernet è proprio quello di fornire dati a quel 40 percento degli abitanti del pianeta attualmente esclusi dalle attività online.

Nella prima fase di sviluppo, Outernet funzionerebbe a senso unico, permettendo cioè all’utente solamente di ricevere i dati, senza nessuna possibilità di invio e interazione.

Il sistema vuole quindi dapprima affermarsi come strumento di rimozione delle censure Internet e anche come sistema di notifica globale in caso di emergenze o disastri naturali. Con il procedere della pianificazione, entro la metà del 2015 questa fase dovrebbe essere conclusa e nel lungo periodo Outernet potrebbe trasformarsi in una nuova Internet, garantendo una comunicazione a due vie ad accesso libero e gratuito.

Gli ostacoli al progetto sono comunque molteplici: prima di tutto i costi economici, in quanto si parla di oltre 40 milioni di dollari a cui si sta cercando di fare fronte puntando al coinvolgimento di Fondazioni e sponsor privati. Fra gli altri impedimenti, vi sono i permessi della NASA e di altre autorità del cielo, responsabili degli spazi aerei in differenti nazioni, ma anche una resistenza da parte degli operatori tradizionali, che con Outernet potrebbero perdere fondi e finanziamenti per l’emersione di nuovi mercati.

Se la compagnia newyorkese saprà affrontare queste difficoltà, entro settembre verranno effettuati dei test sulla Stazione Spaziale Internazionale, mentre le comunicazioni Outernet potrebbero partire già dal prossimo giugno 2015, come indicato sul sito del progetto.

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