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Private Cloud Computing: alla scoperta del servizio di Aruba

È meglio chiarire le idee fin da subito: se la nostra azienda non dispone di risorse umane capaci di gestire in autonomia un’intera infrastruttura privata o se la nostra esigenza è semplicemente quella di allestire un server Web, il Private Cloud Computing non fa al caso nostro. Sia per una questione prettamente economica, che per praticità di utilizzo. Il servizio è infatti pensato per rispondere alle esigenze di chi necessita di risorse (hardware e tecnologiche) sempre garantite, lasciando inoltre aperta la possibilità di creare cloud server, firewall, virtual LAN e tanto altro ancora: si tratta di un vero e proprio data center (virtuale) a nostra completa disposizione da configurare e utilizzare come meglio preferiamo

È meglio chiarire le idee fin da subito: se la nostra azienda non dispone di risorse umane capaci di gestire in autonomia un’intera infrastruttura privata o se la nostra esigenza è semplicemente quella di allestire un server Web, il Private Cloud Computing non fa al caso nostro. Sia per una questione prettamente economica, che per praticità di utilizzo.

Il servizio è infatti pensato per rispondere alle esigenze di chi necessita di risorse (hardware e tecnologiche) sempre garantite, lasciando inoltre aperta la possibilità di creare cloud server, firewall, virtual LAN e tanto altro ancora: si tratta di un vero e proprio data center (virtuale) a nostra completa disposizione da configurare e utilizzare come meglio preferiamo.

In definitiva, una soluzione di cloud computing privato ci permette di avere il massimo controllo della nostra infrastruttura cloud disponendo, al tempo stesso, di un’offerta commerciale su misura e costruita attorno alle nostre reali esigenze.

E fra i provider che mettono a disposizione dei propri clienti business il servizio di Private Cloud c’è anche Aruba che, oltre ad offrire hardware completamente dedicato, garantisce anche quelle variabili che stanno alla base di ogni infrastruttura di Private Cloud Computing: sicurezza e trasparenza. Tutti i dati, ad esempio, vengono conservati in uno dei data center di Aruba lasciandoci liberi di scegliere fra Italia, Francia, Germania o Repubblica Ceca. Dal punto di vista della trasparenza, Aruba ha implementato un sistema di fatturazione mensile delle risorse prenotate che si basa su consumi chiari e misurabili direttamente dal cliente. In questo modo si evita che ci possano essere addebiti basati su cicli macchina non controllabili.

Ma procediamo alla scoperta del servizio e vediamo come è semplice allestire il nostro cloud privato, disponendo di un virtual data center dedicato completamente alle nostre esigenze.

Private Cloud Computing in pratica!

L’avventura nel nostro data center virtuale ha inizio con l’accesso al Pannello di Controllo di Cloud.it: compiliamo il campo Account con il nostro nome utente, forniamo la password di accesso e ricopiamo il codice di sicurezza. Non ci resta che confermare con un clic sul pulsante Accedi.

Private Cloud Computing: alla scoperta del servizio di Aruba

Selezioniamo uno dei Datacenter disponibili (ad esempio DC1-IT) e confermiamo con Gestisci. Nella nuova pagina che appare, spostiamoci nel menu principale (presente in alto all’interfaccia grafica) e da qui clicchiamo sul pulsante Private Cloud. Se è la prima volta che accediamo al servizio, verrà mostrato un messaggio di benvenuto che ci rinfresca le idee sul concetto di Private Cloud Computing.

Diamo dunque il via alla creazione della nostra infrastruttura con un clic su Inizia Subito. Dopo qualche secondo ci ritroviamo automaticamente catapultati nella procedura guidata.

Forniamo un Nome Ambiente e, se lo vogliamo, possiamo inserire delle Note. È obbligatorio indicare un numero di Telefono (con tanto di prefisso internazionale, +39 per l’Italia), un indirizzo Email (può essere differente da quello utilizzato durante la procedura di registrazione al servizio Cloud.it), una Username ed una Password.

Private Cloud Computing: alla scoperta del servizio di Aruba

Eccoci dunque di fronte alla fase più importante della nostra opera. È arrivato infatti il momento di indicare le risorse da utilizzare. Indichiamo la frequenza delle CPU Virtuali, la quantità di memoria RAM a noi necessaria e lo spazio massimo sul disco rigido. Come al solito, tutto dipende da ciò di cui necessitiamo.

Per quanto riguarda i processori da assegnare all’infrastruttura di Private Cloud Computing, si parte da 16 GHz fino ad arrivare 16 THz (ovvero 16000 GHz). La memoria RAM, invece, parte da 32 GB e può spingersi fino a 32000 MB. Infine, lo spazio su disco varia tra 2500 e 250000 GB.

Ovviamente, maggiori saranno le risorse acquistate, maggiore sarà il costo mensile. E, a proposito di prezzi, per una configurazione base (16 GHz per le CPU Virtuali, 32 GB di memoria RAM e 250 GB di spazio su disco) la spesa mensile si attesta sui 363 euro.

Private Cloud Computing e LAN: tutto gestito con VMware vCloud Director

Ora che tutto è più chiaro, effettuiamo attentamente la nostra scelta, tenendo bene in mente le esigenze della nostra impresa: un’infrastruttura sovradimensionata avrà dei costi mensili troppo elevati e, d’altro canto, una sottodimensionata, ci causerà parecchi grattacapi tecnici e business. Tuttavia, anche dopo la creazione del Private Cloud Computing, abbiamo l’opportunità di variare la quantità di risorse prenotate nel mese, sulla base delle reali esigenze, in modo da seguire meglio e profilare le variazioni del nostro business, evitando così di pagare più di quanto necessitiamo.

Private Cloud Computing: alla scoperta del servizio di Aruba

Oltre alle risorse hardware è ovviamente indispensabile specificare anche quelle di rete. Di default, l’ambiente cloud viene creato fornendo 5 Virtual LAN incluse nel prezzo mensile. Se vogliamo di un maggior numero di reti virtuali, dobbiamo contattare l’assistenza clienti di Aruba. Ciò che possiamo decidere è il numero di IP Pubblici da acquistare: ognuno di questi ha un costo pari a 3,60 euro/mese. Effettuata la nostra scelta, ci verrà mostrato un riepilogo del costo mensile della nostra nuova infrastruttura cloud privata. Non ci resta che confermare con un clic su Prosegui e, successivamente con OK.

Private Cloud Computing: alla scoperta del servizio di Aruba

A differenza di un “semplice” cloud server, un ambiente Private Cloud Computing richiede un po’ di tempo in più per l’attivazione, solitamente 1 giorno lavorativo e, con ogni probabilità, verremo contattati da un operatore del servizio tecnico di Aruba per confermare i nostri dati.

Telefonicamente (o via mail) lo stesso operatore potrà provvedere all’attivazione di eventuali servizi accessori, come la configurazione di un firewall o di una virtual LAN aggiuntiva.

VMware vCloud Director, che troveremo installato e pronto all’uso al termine del setup del private cloud, ci permetterà di configurare tramite interfaccia web reti virtuali dedicate, gli accessi al sistema di provisioning, i nostri cloud server e tanto altro.

 

Questo articolo è offerto da Aruba.it.

aruba cloud.itOltre ai servizi di server dedicati, housing&colocation e servizi managed, nel 2011 Aruba ha ampliato la sua offerta con servizi Cloud che si basano su modello IaaS (Infrastructure as a Service) con tecnologia VMware, Hyper-V e Hyper-V Low Cost mettendo a disposizione un network europeo di data center che permette all’utente di avere sempre il controllo sulla localizzazione dei suoi dati.

2 risposte su “Private Cloud Computing: alla scoperta del servizio di Aruba”

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