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Cloud Computing

Qual è la prossima evoluzione del cloud computing?

Il cloud computing è una tematica che ha mille sfaccettature, che è sempre più spesso oggetto di differenti discussioni IT e che propone scenari tecnologici futuribili. Così, proprio per rimarcare le possibili applicazioni del cloud computing nell’ambito business e privato degli utenti, a volte si specula su ciò che potrebbe essere la prossima evoluzione della nuvola

Il cloud computing è una tematica che ha mille sfaccettature, che è sempre più spesso oggetto di differenti discussioni IT e che propone scenari tecnologici futuribili. Così, proprio per rimarcare le possibili applicazioni del cloud computing nell’ambito business e privato degli utenti, a volte si specula su ciò che potrebbe essere la prossima evoluzione della nuvola. Si scommette su importanti meccanismi di sicurezza che rendano il cloud computing più appettibile anche agli scettici che temono per l’incolumità della privacy dei dati. D’altra parte, si punta anche verso modelli ibridi, capaci di racchiudere le potenzialità di sicurezza di un cloud privato con le estensibilità funzionali di un cloud computing pubblico.Qual è la prossima evoluzione del cloud computing?

Dalle pagine di CloudTweaks, l’autore Gareth Cartman, direttore Digital Marketing di Clever Little Design, offre una sua personale interpretazione di ciò che potrebbe essere considerata la prossima importante evoluzione del cloud computing.

Secondo Cartman il futuro della nuvola si gioca sul tavolo della collaborazione online.

Di primo acchito e detta così, verrebbe da pensare che in realtà il cloud computing ha già offerto questa sua faccia alle migliaia di utenti che ogni giorno usano suite collaborative come Google Drive, Office 365 o l’evoluzione online del vetusto Lotus Notes, divenuto IBM Notes.

Fra le righe del pezzo di Cartman, si percepisce che secondo l’autore tutti questi esempi di collaborazione online non sono ancora la reale evoluzione che il cloud computing potrebbe avere in questo senso.

Il cloud computing dallo storage alla collaborazione

L’autore sottolinea come ora si pensi alla nuvola come un posto dove andare a conservare i file, in aiuto allo storage già disponibile in locale e, a volte, non sufficiente, come accade nel caso dei dispositivi portatili dalla memoria limitata.

E Cartman sottolinea pure come tutti gli esempi di piattaforme di collaborazione online citate, in realtà svolgano un compito semplice nel permettere il coaturoato e la condivisione su file leggeri e facilmente trattabili dal punto di vista computazionale, come possono essere i documenti Word o Excel.

La maggiore difficoltà, che secondo Cartman sarà la vera a propria evoluzione cloud, è quella di permettere a tutti di creare, modificare in modo collaborativo e conservare file di più complicata gestione computazionale, come potrebbero essere i file di immagini in formato RAW.

Questa tipologia di servizi richiederebbe una potenza computazionale significativa, così come un livello di uptime garantito che sia capace di supportare i lunghi processi e le sessioni collaborative di elaborazione dei file.

In realtà, secondo Cartman non si è poi così lontani da realizzare anche questo nuovo step del cloud computing. Un esempio embrionale del futuribile indicato è già offerto dal servizio Pics.io, uno dei primi editor fotografici nel cloud computing, che permette ai fotografi di modificare in modo professionale e nel browser le proprie immagini.

Questa piattaforma è ancora cruda e la tecnologia su cui si basa è ancora allo stato primordiale, ma potrebbe essere il migliore esempio di quella vera collaborazione a cui il cloud computing deve mirare come sua prossima evoluzione.

E secondo voi, verso quali scenari si evolverà il cloud computing?

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