Search Advertising in USA, le cifre da sballo

Nonostante Google si stia muovendo a 360 gradi nel mercato dell'IT la sua principale e insuperata fonte di ricchezza rimane sempre e comunque il suo rivoluzionario motore di ricerca. Nonostante il flusso notevole di soldi impegnati nell'advertising rimane ancora difficile fare stime su chi spende e su quanto si spende nelle sponsorizzazioni della ricerca. Ancora oggi le cifre che spendono pubblicisti e compagnie rimangono misteriose, e soggette a delle stime senza risconri effettivi.

 Nonostante Google si stia muovendo a 360 gradi nel mercato dell’IT la sua principale e insuperata fonte di ricchezza rimane sempre e comunque il suo rivoluzionario motore di ricerca. Nonostante il flusso notevole di soldi impegnati nell’advertising rimane ancora difficile fare stime su chi spende e su quanto si spende nelle sponsorizzazioni della ricerca. Ancora oggi le cifre che spendono pubblicisti e compagnie rimangono misteriose, e soggette a delle stime senza risconri effettivi.

La ragione per cui è così difficile carpire questi dati è che non è possibile misurare queste spese su una base di costo comune per singola vista. Gli inserzionisti offrono dei prezzi sulle parole chiave in tempo reale, e i prezzi dipendono dalla competizione per una determinata parola chiave in un dato momento, e dalla qualità che dà in quel periodo la vista di quel termine chiave. Chi tenta di giungere a delle stime su questo mercato generalmente le ricava da diverse risorse di dati, inclusi il numero di ricerche, viste e supposizioni sul probabile numero di offerenti alle aste di parole chiave, basate su dei set di dati. Nel 2010 Ad Age ha pubblicato alcune ricerche basate su alcuni documenti di Google sfuggiti al controllo della compagnia. “Non esistendo una fonte di dati verificata tutto ciò che vediamo bisogna comunque prenderlo con beneficio d’inventario”, disse in quell’occasione Kevin Lee, CEO di Didit.

Ma quest’anno Kantar Media, una delle unità controllate dal colosso WPP, sta facendo un tentativo importante in tal senso. Dopo aver già iniziato in primavera a eseguire delle stime sulle spese riguardanti le chiavi di ricerca basate sul numero di click di parole chiave, sui prezzi e sulla visibilità dei dati, l’anno prossimo ha pianificato di espandere queste stime includendo l’intero market dei motori di ricerca, considerando quindi anche i dati di Microsoft Bing, e poi fondendo i risultati con le voci di spesa su TV, display, stampe dei giornali, ecc. Tramite queste stime intanto è riuscita a stilare una lista che contiene le voci di spesa di varie compagnie riguardanti i primi nove mesi di dati raccolti, tra gennaio e settembre 2011, nel mercato USA.

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Sono molte le compagnie che spendono decine di milioni di dollari per i risultati di ricerca ogni anno, e diverse di queste arrivano anche a spendere centinaia di milioni. Le compagnie in testa a questa classifica hanno business basati quasi totalmente sulle prestazioni dei risultati di ricerca. In cima c’è IAC/InterActiveCorp, proprietaria di Ask.com, Match.com e altre compagnie i cui ricavi dipendono fortemente dagli acquisti di considerevoli set di termini di ricerca. Ask in particolare compra parecchie parole chiave per poi rivenderle nel mercato degli inserzionisti.

Altri advertiser nella top 10 della classifica come per esempio Amazon e eBay comprano grandi quantità di parole chiave per dirigere il traffico su particolari articoli in vendita o in offerta. Nell’approcciarci a queste cifre è bene anche tener presente che queste non considerano le vendite dell’ultimo trimestre attualmente in corso, ovvero il periodo più caldo per quanto riguarda l’advertising e con cifre considerevolmente più alte.