Seeweb Cloud Hosting: ecco i dettagli del servizio e della piattaforma di cloud hosting

Abbiamo parlato a lungo della soluzione di Seeweb, la prima compagnia italiana che si e "immersa" nel cloud computing, con due prodotti differenti e uno in lancio nei prossimi mesi, come ci ha detto qualche settimana fa il CEO Antonio Baldassarra. Cloud Server e in realta la vera evoluzione del concetto di server dedicato secondo la societa, ma non la soluzione per chi ad oggi non ha le competenze per la gestione di un ambiente server con tutti i permessi e gli accessi disponibili.

Abbiamo parlato a lungo della soluzione di Seeweb, la prima compagnia italiana che si è “immersa” nel cloud computing, con due prodotti differenti e uno in lancio nei prossimi mesi, come ci ha detto qualche settimana fa il CEO Antonio Baldassarra

è in realtà la vera evoluzione del concetto di server dedicato secondo la società, ma non la soluzione per chi ad oggi non ha le competenze per la gestione di un ambiente server con tutti i permessi e gli accessi disponibili. Dopo aver approfondito il funzionamento e la gestione di Cloud Server, viene così il momento di approfondire la soluzione più “facile” da capire per chi viene dal mondo shared hosting, ovvero le classiche soluzioni per la gestione di siti web, troppo spesso considerate utili e soddisfacenti solamente per siti di “piccola taglia”, un paradosso per molte aziende che continuano a erogare questi servizi, con successo, anche per grandi clienti. 

Cloud Hosting è una soluzione “trasparente” per il cliente, si tratta di un ambiente che può crescere tramite l’acquisto delle SPU di Seeweb, e può farlo fino a numeri importanti, tanto che Daniele Vona, la persona che ha seguito il suo sviluppo in Seeweb, e oggi ospitiamo su HostingTalk.it, ha rivolto ai nostri lettori un curioso invito per mettere alla prova la piattaforma Cloud Hosting. 

Prima dell’intervista riporto qui direttamente l’appello di Daniele in merito al servizio: “Finisco rivolgendo un appello ai lettori di Hostingtalk: siamo alla ricerca di qualche cliente che abbia un sito importante, diciamo oltre i 100.000 unici al giorno, per poter valutare con lui l’uso della nostra piattaforma cloud hosting: se qualcuno è interessato a fare dei test insieme non esiti e si rivolga personalmente a me ne potremmo fare un interessante caso di studio.”

  • Buongiorno Daniele, benvenuto su HostingTalk.it, prima di iniziare parlare di cloud computing e dell’offerta cloud hosting, le chiederei gentilmente di raccontare ai nostri lettori il suo background tecnico e il suo attuale ruolo in Seeweb.

Ciao Stefano, sono diversi anni che mi interesso ad internet ed alla sua evoluzione, praticamente da quando la virtualizzazione non era ancora così diffusa e non se ne carpiva effettivamente il reale vantaggio. Ho iniziato a lavorare in Seeweb dal 2003 e da allora seguo i grandi clienti nella progettazione e realizzazione delle loro infrastrutture.

Faccio parte del gruppo ricerca e sviluppo di Seeweb e ho curato personalmente grande parte dello sviluppo della piattaforma Cloud.

  • Cloud Hosting, i nostri lettori la vedono come la prima offerta di cloud computing in Italia, io posso aggiungere che è una piattaforma PaaS, ma lascio a lei una spiegazione completa di quale sia il servizio e di quale sia soprattutto l’idea che ha portato Seeweb a lanciare Cloud Hosting

L’idea alla base del progetto è di avere un unico servizio in grado di soddisfare ogni esigenza di hosting web: dal sito amatoriale fino al grande portale. Un unico servizio scalabile in maniera semplice che renda obsoleto il concetto di “upgrade”.

Seeweb Cloud Hosting, quale tecnologia e quali piattaforme?

  • Vorrei iniziare da subito a entrare nei dettagli, cloud hosting è di fatto una piattaforma “pronta”, quale è la tecnologia, software e hardware scelta da Seeweb?

Il Cloud Hosting è di fatto una piattaforma completa, comprende infatti un web server Apache, un’eventuale application server tipo Tomcat, JBoss o Ruby on Rails, un mail server con servizi POP3, IMAP ed SMTP autenticato ed un database server basato su MySQL. Ogni Cloud Hosting ha un nodo web virtuale completamente dedicato, basato su un doppio strato di virtualizzazione. Il primo è Xen, che definisce i parametri base del server, mentre il secondo è OpenVZ che delimita le risorse di ogni singola istanza web. La crescita di questa configurazione è praticamente “illimitata” nel senso che è possibile far crescere sia le risorse della singola istanza VE sia le risorse base della macchina Xen. Il VE è la singola istanza di OpenVZ dedicata al nostro cliente.

Al raggiungimento del limiti dell’hardware sottostante l’infrastruttura mette in campo dei load balancer replicando i nodi web. Per il nodo mail ed il nodo database, invece, abbiamo utilizzato un solo layer di astrazione basato su Xen.

L’uso di Xen al momento è oggetto di rimeditazione stante le grandi soddisfazioni che stiamo avendo da KVM che è il layer VM che abbiamo adottato per il Cloud Server.

Per il database abbiamo dedicato un’istanza MySQL ad ogni cliente in modo tale da permettere la completa gestione. Questo la rende facilmente scalabile eventualmente aumentando i nodi MySQL con NDB. Il sistema di storage è configurato in modo tale da avere il massimo delle performance ed un’elevata affidabilità grazie alla SAN configurata in multipath.

  • Daniele, come funziona il sistema nella parte di gestione, mettete a disposizjone un pannello di controllo per la gestione dell’account di cloudhosting?

Per il Cloud Hosting abbiamo realizzato un pannello di controllo personalizzato che permette la gestione completa dell’infrastruttura. Come ti accennavo prima il cloud hosting è suddiviso in tre istanze: web, posta e database e per ognuna di esse abbiamo realizzato una sezione del pannello in grado di monitorare il consumo delle risorse. Si va dallo spazio disco, la banda e la RAM utilizzata, al numero di MIPS e dell’I/O verso il disco.

A questa area si aggiunge quella dedicata alla gestione delle SPU che permette di modificare ed aumentare le potenzialità e la scalabilità di ogni singola istanza.

Per farti un esempio pratico, dal pannello, un nostro ipotetico cliente potrà monitorare l’andamento delle risorse del suo sito sulla propria piattaforma, modificare il piano di SPU tra i tre nodi acquistando nuove risorse da allocare.

Scalabilità e billing del sistema

  • Il modello di billing e le risorse: se io volessi aumentare di molto le capacità del singolo MySQL, cosa avviene nel sistema? Viene approvata subito la modifica? E soprattutto come variano le configurazioni all’esecuzione di un upgrade?

Come ti dicevo, dal pannello di controllo è possibile richiedere nuove SPU da aggiungere a quelle già attive sulla piattaforma ed è proprio in questa fase che il sistema interviene sulla configurazione dell’istanza coinvolta modificandone le proprietà, come ad esempio incrementando la RAM disponibile a lui riservata. Nel caso specifico di MySQL il sistema, a seconda del numero di SPU richieste, provvederà a trasformare la “semplice” configurazione iniziale in una più avanzata aumentando il numero di frontend MySQL in grado di elaborare le query ricevute.

Si passerà quindi da una piattaforma database semplice, di un solo MySQL, ad una più complessa formata da più nodi di frontend.  Aumentando ancora il numero di SPU si potrà arrivare ad una configurazione con diversi frontend MySQL e diversi backend di data storage basati su NBD.

  • Quale è la possibilità di azione sul sistema, leggo della possibilità di accesso SSH, con quali limitazioni?

Il nodo web offre la possibilità di eseguire ed installare web application sia via FTP che via SSH. La piattaforma è compatibile con tutti i CMS ed i motori di blog oggi disponibili, nonché con tutti gli application server, tra i quali Tomcat, JBoss e Glassfish.

Accedendo via SSH è anche possibile personalizzare la configurazione del

proprio php.ini ed eventualmente creare, editando i file di configurazione di Apache, un nuovo virtualhost personalizzato. Come vedi lo spazio di lavoro sul cloud hosting è molto ampio ed offre una soluzione a tutti i “limiti” imposti dai classici e tradizionali servizi di Hosting.