Seeweb: ecco perchè il cloud computing è un approccio innovativo al webhosting

A quasi tre anni di distanza torniamo a ospitare su HostingTalk.it, Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb. Antonio e alla guida di una delle compagnie storiche del webhosting italiano, ed e lui stesso a farmi notare quanto tempo sia passato dall'ultima intervista, risalente ormai alla fine del 2007. Abbiamo un valido motivo per tornare a parlare con Antonio di webhosting e di Seeweb, la compagnia e infatti tornata al ruolo con cui viene vista da molti clienti e imprenditori italiani, abituati a vedere in questo marchio una azienda innovativa e dedicata quasi esclusivamente ad un target professionale.

A quasi tre anni di distanza torniamo a ospitare su HostingTalk.it, Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb. Antonio è alla guida di una delle compagnie storiche del webhosting italiano, ed è lui stesso a farmi notare quanto tempo sia passato dall’ultima intervista, risalente ormai alla fine del 2007. 

Abbiamo un valido motivo per tornare a parlare con Antonio di webhosting e di Seeweb, la compagnia è infatti tornata al ruolo con cui viene vista da molti clienti e imprenditori italiani, abituati a vedere in questo marchio una azienda innovativa e dedicata quasi esclusivamente ad un target professionale. Da alcuni mesi la compagnia è impegnata nel lancio di una serie di servizi di cloud computing, strutturati a seconda delle esigenze degli utenti e delle tipologie di servizio che Antonio Angelino ha indicato nel recente articolo dedicato al cloud computing di HostingTalk.it.

Schermata 2010-02-14 a 16.50.02.png

Con Antonio abbiamo parlato dei motivi che hanno portato il team Seeweb a identificare nel cloud computing una tecnologia chiave per il futuro dell’hosting, soprattutto di quello dedicati ai clienti più esigenti. E’ difficile spiegare cosa voglia dire cloud computing a chi arriva da mesi di letture di decine di articoli sullo stesso, con definizioni spesso confuse e poco precise. Per questo ho chiesto ad Antonio di spiegare quale è la sua visione per il cloud computing e quale è la strategia di Seeweb, che nel mercato italiano è la prima ad entrare nella fornitura di questa tecnologia. 

Cloud Hosting e Cloud Server sono le prime due offerte cloud, ma la compagnia prevede di lanciare un servizio completo entro la metà del 2010. Lasciamo ad Antonio la parola. 

  • Antonio, bentornato su HostingTalk.it! L’ultima volta che abbiamo avuto ospite Seeweb su queste pagine era il 2007, cosa è cambiato nel frattempo nei vostri piani e nella vostra visione dei servizi?

Ciao Stefano, e’ vero sono passati ben tre anni! E’ incredibile come il tempo scorra velocemente, soprattutto quando si e’ impegnati nello sviluppo di nuove soluzioni. In questo lasso di tempo comunque poco e’ cambiato nella visione del nostro ruolo come operatori e nel nostro mercato di riferimento, siamo rimasti focalizzati sui servizi di hosting, soprattutto virtuale e dedicato, fully managed e di datacenter continuando a prediligere la clientela businesse wholesale alla quale offrire un livello di qualita’ e di servizio elevato prima che un prezzo aggressivo. 

La vera grande novita’ e’ stata quella di aver visto tra i primi la potenzialita’ della metafora “cloud” nell’ambito delle infrastrutture oltre che delle applicazioni. Diciamo che negli ultimi due anni in Seeweb quasi tutte le forze del comparto ricerca e sviluppo sono state dedicate in tale direzione. 

  • Cloud Computing, Seeweb ha assunto il ruolo di pioniere italiana in questa tecnologia, due servizi nel giro di pochi mesi online. Cosa è per te il cloud computing e come lo spiegheresti ad un cliente? 

Ovviamente ti rispondo in relazione alla nostra offerta che non e’ applicativa ma infrastrutturale e di piattaforma. Pensare “cloud” e’ intanto una semplificazione, dal punto di vista dell’utente e’ sicuramente cosi’: immagina il vantaggio di non porsi piu’ problemi di dimensionamento di un Hosting (di cosa avro’ bisogno per far fronte alle mie esigenze di traffico e di performance? Prendo un Hosting shared, un Vps, un server dedicato, un cluster? ), di non avere piu’ bisogno di effettuare upgrade passando da un piano all’altro, spesso in maniera frenetica ed in tempi ristretti.

Pensa al vantaggio di avere tutta la potenza che serve ma solo “quando serve” e pagarla di conseguenza, non necessariamente o non solo “a consumo”. Pensa ad un Hosting capace “anche” di milioni di visite al mese, alla settimana, al giorno o all’ora; magari per ristretti periodi di tempo senza bisogno di dimensionarlo per “il caso peggiore”.

Ecco questa e’ la percezione, per l’utente, di un servizio Cloud. In generale poi una soluzione Cloud costa, a parita’ di prestazioni, di funzionalita’ e di garanzie, dal 20 al 70% in meno di una soluzione “discreta” senza che quest’ultima la possa eguagliare in termini di flessibilita’, facilita’ e velocita’ di deployment.

Dall’hosting al cloud computing, come avviene il passaggio

  • Virtualizzazione e Cloud Computing: avete iniziato con la prima in Seeweb e ora il passaggio al secondo, possiamo considerarla una evoluzione naturale, anche per i clienti?

Sai che il primo server virtuale lo abbiamo messo a punto nel 2000? Anche quella era una novita’ assoluta per il mercato Italiano, per onesta’ non riscosse molto successo se non dopo qualche anno; a volte il “timing” giusto e’ fondamentale in queste cose.

Tornando alla virtualizzazione: senz’altro e’ una componente importante e oggi imprescindibile di una infrastruttura Cloud ma stento a definire il Cloud Computing come un’evoluzione della Virtualizzazione (anche se questa e’ la visione proposta da molti dei vendor che presidiano il segmento di mercato della virtualizzazione e non vogliono perdere “l’hype” del momento offerto dal Cloud). Cloud Computing significa principalmente “astrazione” di ogni cosa, ad ogni livello (Cpu, Ram, Rete, Storage fino alle licenze software e, soprattutto al billing), significa anche “occultamento” (nel senso positivo del termine) di risorse e architetture.

L’utente “usa” una infrastruttura Cloud ma non necessariamente deve avere cognizione di come e’ fatta, non si deve preoccupare di altro se non definirne i confini, verificare le specifiche, approvarne il costo e usarla, semplice no?

  • Un futuro in cui non avremo più shared hosting e vps, almeno in casa Seeweb?

Su questa questione ci sono molte discussioni dei vari “guru” a livello internazionale, dal mio punto di vista è semplicemente un “falso problema”, parliamo di un naturale processo evolutivo, nulla di più; ti dico quello che è successo e che succederà per quanto concerne Seeweb rispondendo proprio alla tua domanda: la nostra idea è che le soluzioni Cloud Hosting e Cloud Server da sole siano in grado di soddisfare tutte le possibili esigenze della clientela business con l’eccezione di alcuni rari casi in cui occorra ricorrere al dedicated hosting e, ovviamente, delle esigenze di colocation.

Come avrai notato con la fine del 2009 dal listino della nostra compagnia sono scomparse le offerte VPS e l’offerta “Hosting Professionale”, quest’ultima è praticamente nata con Seeweb, esisteva sul mercato italiano dal lontano 1996 ed era  la più longeva offerta di Hosting per il mercato interno. Il fatto che abbiamo preso questa decisione credo risponda, meglio di mille parole, al tuo quesito.

A questo proposito vale un’ulteriore precisazione: già da molto tempo alcuni nostri servizi, in particolare quelli resi in wholesale beneficiavano di un’architettura di tipo cloud, alcuni solo a livello tecnologico, altri (come il wholeasale stesso) anche a livello di pricing. In particolare la nostra architettura cloud per il wholesale (progettata nel 2005 e che ha vinto due importanti premi nel 2007 nel 2008) è stata sicuramente pionieristica e ci consente oggi di giocare il nostro ruolo a tutto campo nel mondo del Cloud Computing forti di una grande esperienza; considera che la nostra piattaforma wholesale oltre essere la prima implementazione in Italia è, ad oggi, anche la più grande installazione di Cloud Hosting nel nostro paese.

Infine vorrei dire che all’utente “ultimo” dei prodotti di hosting non interessa certo se la sua piattaforma è un hosting convenzionale (un server e un pannello di controllo per capirci) o un da più sofisticato e flessibile Cloud Hosting, semplicemente la scelta sarà dettata dal rapporto prezzo / prestazioni  e dalla flessibilità della soluzione e saranno questi i “driver” delle scelte e del mercato. Ed in quest’ottica le soluzioni Cloud sono vincenti, per alcuni aspetti le uniche disponibili e questo farà la storia, null’altro. Ovvio che ci saranno inerzie da parte di grossi player leader della tecnologia tradizionale ma alla fine credo che la direzione sia tracciata.

Data center, Cloud Hosting e Cloud Server, l’idea di Seeweb

  • La vostra infrastruttura, dc di Frosinone e di Milano, quanto conta questo aspetto e quale ruolo ha assunto nella pianificazione di un’offerta cloud?

Sicuramente, ancora una volta, per noi e’ un elemento facilitatore. Lo e’ stato per gli innumerevoli test effettuati nel corso degli utimi mesi, lo e’ e lo sara’ sempre piu’ nell’erogazione del servizio. Avere il controllo dell’intera filiera ci consente di offrire agevolmente al cliente SLA molto restrittivi, per sempio per il Cloud Server partiamo da un default del 99,90% su base 60gg e non 365gg come di consueto che e’ estremamente stringente e prevede un livello di confidenza delle infrastrutture di datacenter e di rete molto elevato. Ma non solo avere i datacenter fa la differenza per un player di servizi Cloud: anche l’infrastruttura di rete e’ un “ingrediente importante” e noi stiamo terminando proprio in questi giorni i lavori della nuova backbone in dark fiber che colleghera’ Frosinone con Roma e con Milano in un anello ad alta capacita’ (parliami di molti Gbps) e ridondanza che consentira’ di veicolare sia banda internet, sia VLAN, sia risorse di storage tra le nostre sedi e realizzare l’interconnessione tra dei moduli del nostro Cloud.

Il prossimo annuncio, te lo anticipo: dovremmo farlo per maggio, che andra’ ad ampliare la nostra attuale offerta cloud basata su Cloud Hosting e Cloud Server si avvarra’ proprio della nostra particolartita’ di avere due datacenter (tra poco tre) dando al cliente anche capacita’ di controllo sul layout dell’infrastruttura Cloud in termini di allocazione delle risorse tra i datacenter.

  • Si parla di cloud computing e si ricorda sempre che si tratta di un ambiente condiviso, nelle vostre soluzioni Cloud Hosting e Cloud Server, come avviene la divisione netta delle risorse per le istanze? C’è un approccio tecnologico diverso da altri servizi?

Indubbiamente si tratta di avere risorse condivise con altri, ma questo vale in generale: la banda IP per esempio è sempre una risorsa condivisa ma non per questo non si riesce a garantirla in maniera certa ad ognuno. Questa preoccupazione che tu riassumi nella domanda deriva da quello che è stato fatto attraverso offerte improvvisate e mal progettate.

Ricordo una famosa offerta di server virtuali di qualche anno fa basata su virtuozzo che credo, da sola, abbia fatto più male a virtuozzo stesso e all’intero settore dei server virtuali come null’altro; ma senza andare troppo indietro nel tempo tutti abbiamo presente i recenti problemi di EC2 di Amazon (che oltretutto perdurano) entrambi legati a sofferenze gravi a livello di storage. Noi abbiamo ben presente questo genere di problematiche ormai da anni e, senza presunzione, pensiamo di esserne totalmente indenni.

Le soluzioni Cloud Hosting e Cloud Server affrontano il problema da due diversi punti di vista; nel primo caso non c’è una “divisione netta” come la chiami tu ma è compito dello strato di virtualizzazione (Cloud Hosting ne prevede un doppio livello) far si che ogni istanza guest abbia sempre a disposizione tutte le risorse offerte dalle “Power Units” allocate dal cliente al prodotto, in sostanza vengono aggiunti e tolti core e ram in real time per raggiungere l’obiettivo di performance; il sottosistema di storage invece viene gestito (eventualmente attraverso riordino in background dei volumi sui device fisici) tenendo sotto controllo il massimo TPS (transaction per second) sopportabile da un dato array di dischi senza che il degrado delle performance sia tale da andare fuori SLA.

Nel caso del Cloud Server invece l’approccio è diverso, se vuoi più semplice in quanto esiste quella che tu chiami “divisione netta delle risorse”, qui la metafora è diversa: non più “oversubscribing” ma “overprovisioning”; le risorse sono virtualizzate in rapporto 1:1 con l’hardware e assegnate alle singole istanze server: abbiamo quindi x GB di ram, y Core di cpu (di performance note), z Mbps di Banda e w Spazio e Tps di disco tutte integralmente dedicate ad un solo server guest. Per la verità volendo considerare l’effetto del cluster HA virtuale (in effetti tutti i nodi sono in fault tolerant in architettura n+1) le risorse a disposizione di ogni server virtuale sono in realtà maggiori di quelle richieste.

Le Seeweb Power Units e l’approccio dei clienti

  • Cloud Hosting è l’offerta che avete lanciato per prima, quando è lecito pensare per un cliente a questa soluzione? E quando a Cloud Server?

Intanto è bene premettere che le due soluzioni non rappresentano una segmentazione verticale ma orizzontale delle esigenze. Si è abituati a pensare all’Hosting come una soluzione “di ingresso” che, quando le esigenze primariamente di traffico salgono, debba evolvere verso un Server dedicato; non è più questa secondo noi la chiave di lettura in un mondo “cloud”.

Il nostro Cloud Hosting è una soluzione PaaS che offre un ambiente basato su tre istanze (una per il web e le webapplication, una per il database mysql e una per la posta) in sintesi è perfetta per gestire un sito web, qualunque siano le esigenze di potenza di calcolo dal punto di vista applicativo e qualunque siano le esigenze di banda; lo stesso servizio va bene per il piccolo sito aziendale così come per il grande portale ad alto traffico.

E’ solo sufficiente acquistare le Power Unit necessarie, anche per un solo mese o meno. Il Cloud Server è invece una soluzione IaaS e non è come nel Cloud Hosting “preventivamente addestrato” per fare “solo” hosting web, come si dice tecnicamente è un prodotto “general pourpose” che ha il vantaggio di avere una grande scalabilità in termini di potenza di calcolo (ram, cpu), di disco e di banda anche qui semplicemente acquistando le Power Unit necessarie. Su Cloud Server si può installare quello che si vuole, da un pannello di controllo ad un database enterprise, si possono comporre architetture su misura con più server, a breve anche dislocandole su più datacenter ecc.

  • Seeweb porta con se anche l’introduzione di una nuova unità, gli SPU (Seeweb Power Units). A cosa corrispondono e quale vantaggio danno al cliente?

Ci siamo resi conto che uno dei problemi meno facili da gestire per una offerta Cloud in un mercato come quello italiano era il lato del pricing e del billing. i problemi derivano da un lato dalla scarsa propensione al prepagato, soprattutto per investimenti importanti (in alcuni casi è semplicemente improponibile, pensiamo alle commesse pubbliche) dall’altro da esigenze fiscali che portano a dover contabilizzare ogni singolo movimento, anche di pochi Euro.

Per questo abbiamo deciso di adottare un’unità di misura interna l’ormai famosa “Seeweb Power Unit” che da un lato aiutasse il cliente a “pesare” le risorse acquistate o da acquistare e dall’altro consentisse di unificare il billing.

L’approccio inoltre consente al clienti, nell’ambito delle SPU possedute, di allocarle dove più gli necessitano (es. più banda e meno spazio disco ecc). Il “riferimento” per comprendere le SPU è proprio il Cloud Server: uno di base managed con 10GB di disco, 1 Core, 1GB di ram e 10Mbps di banda ha 280 SPU. Un Cloud Hosting di base ne ha 300, quindi l’utente sa che dal punto di vista delle performance sono quasi equivalenti (paradossalmente ricordando la tua domanda precedente il Cloud Hosting è più potente del Cloud Server a parità di configurazione di base) e così per tutte le estensioni dei servizi che comportano SPU addizionali.