Softlayer sarà la carta vincente di IBM?

Carlo Velten (Open Source Magazine) ha spiegato in un recente articolo le potenzialità nascoste della piattaforma ideata da Softlayer.

IBM è nota nel panorama del cloud computing per la propria infrastruttura di servizi “SmartCloud”. Durante l’estate del 2013 la compagnia acquistò l’azienda di hosting Softlayer per circa 2 miliardi di dollari. Nella maggior parte dei casi, l’acquisizione di una “piccola realtà” da parte di un gigante del settore si conclude con l’inglobamento della prima e un conseguente riadattamento di tutte le strategie, e non solo, attuate fino a quel momento dal soggetto “acquistato”. In questo caso, sottolinea Velten, le cose sono andate diversamente.

A dispetto dei circa 1.2 miliardi di dollari preventivati per il potenziamento della propria rete e di un bagaglio tecnico-ingegneristico di altissimo livello – è prevista la costruzione di 15 nuovi data center in aggiunta ai già esistenti 15 della compagnia e ai 13 di Softlayer – le soluzioni IBM non solo avranno come punto di riferimento le linee guida elaborate dall’azienda acquisita nel 2013, ma si appoggeranno anche all’infrastruttura appartenente a Softlayer.

Quali sono i motivi di tale scelta?

In primo luogo l’altissimo livello di efficienza (rendimento/costi) raggiunto dall’hosting provider: con circa 80000 server in funzione, un’ampia gamma di servizi e un sistema agile e capace di gestire senza problemi carichi di lavoro variabile, l’infrastruttura Softlayer appare come il naturale proseguimento della strategia IBM. Quest’ultima è seriamente intenzionata a riguadagnare, entro 2 o 3 anni, un ruolo chiave all’interno del mercato e la migrazione appena accennata appare fondamentale per il successo dell’operazione.
In secondo luogo i profitti annuali pari a circa 520 milioni di dollari (dato del 2013) che, con il supporto diretto del brand IBM e i nuovi investimenti, potrebbero oscillare facilmente tra i 600 milioni e il miliardo di dollari.

Incognite strategiche e di mercato

Certo, rimangono ancora parecchie incognite in merito al progetto IBM: riuscirà ad esempio nell’intento di rendere disponibile l’intero portfolio software nel cloud? Allo stato attuale delle cose non è chiaro infatti quali siano gli applicativi in grado di funzionare nella nuvola e quali siano destinati a “migrare” per primi.

E ancora, riuscirà IBM ad attenersi al piano descritto precedentemente? Secondo alcune ricerche di mercato è cosa quasi certa (Crisp Research). L’attenzione/interesse dei clienti nei confronti delle possibilità offerte da Softlayer è più alta che mai mentre la piattaforma SmartCloud, definita dagli analisti come non più affidabile, è destinata a raggiungere molto presto il capolinea.

Alle precedenti domande si aggiunge infine la ricorrente questione relativa alle strategie degli altri competitor di mercato: come risponderanno ad esempio Microsoft, Amazon e Google (che recentemente hanno annunciato importanti tagli ai listini e nuovi servizi)?  L’unica cosa certa è che nessuno di loro resterà fermo a guardare.