Tutte le novità di Red Hat Enterprise Linux 7

Red Hat Enterprise Linux giunge alla settima versione e introduce importanti cambiamenti nell'ambito sicurezza, scalabilità, virtualizzazione e tanto altro

Red Hat rilascia Enterprise Linux 7, una versione ricca di nuove funzionalità con cui l’azienda sostenitrice del pinguino vuole garantire solidità e compatibilità con le tecnologie future a oltre la metà delle aziende appartenenti alla Fortune 500 che nel 2013 usavano il sistema operativo.

Il ritardo sull’uscita della major release sembra quindi farsi perdonare dalla mole di novità che la settima versione RHEL riserva ai suoi utenti e che perseguono l’obiettivo di trasformare il sistema operativo in una commodity pensata per garantire alle aziende l’opportunità di trasferire i workload aziendali su infrastrutture convergenti e, soprattutto, su ambienti di cloud computing open e ibridi.

Tutte le novità di Red Hat Enterprise Linux 7

 

Oltre ad abbracciare il cloud, Red Hat Enterprise Linux 7 è pensato per offrire la stabilità e la sicurezza necessarie agli ambienti business, senza dimenticare però l’importanza della standardizzazione, della portabilità e dell’apertura verso il Web e il mobile.

Red Hat Enterprise Linux 7 e la sicurezza

Proprio dal punto di vista della sicurezza, Red Hat Enterprise Linux 7 introduce la tecnologia FirewallID, un nuovo servizio di firewall dinamico che garantisce maggiore flessibilità alle funzionalità di iptables e include il supporto a differenti network trust zone. Oltre a sicurezza di livello militare e affidabilità mission-critical, il nuovo OS saluta l’avvento di Linux Container, un sistema di containerization che permette un completo isolamento applicativo all’interno di un host fisico, per ospitare applicazioni isolate dalle altre. Al contempo sono stati introdotti nuovi componenti come il systemd, per consentire una gestione più sicura e moderna dei processi e dei servizi, in concerto con l’introduzione di nuovi profili di prestazioni, gestiti da sistemi integrati capaci di migliorare le performance e la scalabilità del sistema operativo.

Red Hat guarda alla scalabilità

A vantaggio della scalabilità il nuovo sistema operativo consente di usare XFS come file system di default per boot, root e partizione dati utente e il limite dimensionale di questo FS è stato quintuplicato, passando così dagli originari 100 TB agli attuali 500 TB. Anche il file system EXT4 ha subito un ridimensionamento nel massimo valore di storage supportato, passando dai tradizionali 16 TB ai 50 TB della nuova versione. Sempre nell’ambito della scalabilità si inserisce l’opportunità di gestire nuovi server Linux tramite interfaccia API OpenLMI e il supporto alle tecnologie di virtualizzazione KVM.

Virtualizzazione anche per la versione 7 di RHEL

Parlando di virtualizzazione, non possiamo non notare i miglioramenti apportati dal punto di vista della gestione dei singoli componenti. Si parte dal comparto di connettività, con l’aggiunta del supporto alla tecnologia WiGig (IEEE 802.11ad) per trasferimenti wirelesse fino a 7 Gbps e ai collegamenti Ethernet fino a 40 Gbps. Il networking, invece, si arricchisce di Team Driver, un meccanismo con cui gli amministratori potranno combinare virtualmente porte e dispositivi di network multipli in una singola interfaccia e un singolo layer di data link. A tutto questo, poi, si aggiunge il pieno supporto alla pacchettizzazione applicativa basata su tecnologia Docker che permette di usare Linux come ambiente PaaS, garantendo una migliore portabilità delle applicazioni e delle rispettive dipendenze, oltre all’opportunità di eseguirle ovunque senza problemi, dagli ambienti stand-alone ai cloud pubblici e privati. Docker introduce in Red Hat Enterprise Linux 7 il concetto di virtualizzazione delle applicazioni. Insieme all’isolamento namespace e alla migliorata gestione delle risorse, della sicurezza e dei processi, Docker non può che garantire alle imprese l’opportunità di abbracciare nuove classi di applicazioni, architetture e modelli di distribuzione.

Red Hat e la compatibilità con Microsoft

Infine, Red Hat Enterprise Linux 7 fa un grande passo in avanti verso Microsoft, garantendo l’integrazione diretta e indiretta con i servizi di Microsoft Active Directory. Red Hat riconosce in qualche modo il buon posizionamento di Redmond nel settore IT enterprise ed effettua una mossa intelligente e pragmatica per tutti gli ambienti mixed-OS comuni in molte grandi imprese.