Visita alla webfarm di Aruba

Il report completo della prima visita di HostingTalk.it riguardante il progetto webfarm tour. All'interno del report le foto e le informazioni complete sulla Webfarm di Aruba Stefano Cecconi e Marco Grassi ci hanno accompagnato durante il tour e spiegato il funzionamento e la gestione dell'intera struttura. A quasi un mese dalla nostra visita alla webfarm di Aruba, ecco il report completo di foto e informazioni.

Arrivo ad Arezzo e tour in webfarm

  • Arrivo ad Arezzo e tour in webfarm

Sono le 10.00, scendiamo e iniziamo a guardarci attorno, la farm si trova nella zona industriale di Arezzo e, almeno esteriormente sembrerebbe di piccole dimensioni, niente di più falso, l’ingresso smentisce subito ogni nostro dubbio.

Suoniamo al citofono e dopo pochi minuti un ragazzo viene a farci strada, indossa una polo nera con la scritta “Aruba.it”, per noi la conferma di essere nel posto giusto! “Siamo in anticipo” dico a Luca, ed effettivamente Stefano non è ancora arrivato in farm, ad accoglierci troviamo Marco Grassi, responsabile della webfarm di Arezzo.

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Il primo piano della farm, ai lati le due sale dati.

Noi intanto ci guardiamo attorno, l’ambiente è sicuramente affascinante, la webfarm è posizionata su due piani, al primo piano si trova il centro operativo(NOC), le sale dati dove sono posizionati i server (in seguito vedremo meglio la disposizione) i magazzini e gli uffici dove lavora il personale.

Facciamo notare a Marco che effettivamente la colpa è nostra, siamo in clamoroso anticipo, e lui molto gentilmente ci propone di farci visitare la webfarm, ottimo per noi che non aspettavamo altro.

Qualche dato generale sulla webfarm di Aruba: dislocata su due piani, piano terra e primo piano, per un totale di 2000mq, è situara in Via Ramelli 8, nella zona industriale di Arezzo.

Il centro della farm è situato al primo piano, dove come detto, sono situati gli uffici, il laboratorio e due sale dati, al piano inferiore è situata una terza sala dati e la sala dei quadri elettrici, oltre a due uffici commerciali, un secondo NOC ed un secondo laboratorio.

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Panoramica degli uffici posti al primo piano

Dal piano terra, una rampa di scale e un ascensore portano al secondo piano, in fondo ai due corridoi gli uffici e la sala per il monitoraggio della farm; ogni ingresso, che si tratti di sala dati o di uffici è protetto da un sistema di riconoscimento delle impronte digitali, per cui solamente il personale Aruba ha accesso ad esse.

Mentre ci accingiamo ad entrare nella prima sala, la temperatura ci ricorda che siamo in una webfarm! L’organizzazione all’interno è esemplare, al primo piano un corridoio ci guida lungo le due sale dati disposte sui lati, in fondo, come detto la sala che ospita il centro di controllo della farm, una 20ina di sistemisti che monitorano costantemente la farm e i server, oltre ad occuparsi della risoluzione diretta dei problemi segnalati sulle macchine dall’help desk.

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In fondo il NOC posizionato al primo piano.

Ogni sistemista ha una propria postazione, due schermi lcd, un telefono e gli occhi costantemente fissi sulle linee rosse che identificano su 3 lcd i problemi urgenti da risolvere. Marco ci spiega che nella stessa sala è anche presente il monitoraggio per quanto riguardo la sicurezza, energia e climitizzazione.

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Le linee rosse poste sullo schermo centrale identificano i problemi urgenti.

Entriamo nella prima sala dati, qui vengono ospitati i servizi di shared hosting e di posta: davanti a noi un primo blocco di storage EMC2, sono destinati allo storage della sola posta elettronica dei servizi shared, i server di posta sono invece pochi metri più in là, quattro o cinque rack di server Dell.

Così come per la posta, vedremo poi nei prossimi paragrafi che Aruba ha scelto di organizzare i propri server in cluster con sistemi di bilanciamento automatico del carico, mentre lo storage dei dati, è affidato agli storage EMC 2, equipaggiati con dischi da 300 gb a 10k rpm per lo shared hosting e da 146gb a 15k rpm per lo storage della posta.

Continuiamo a girare in mezzo a file di rack e a decine di server, e non possiamo fare a meno di notare che l’organizzazione all’interno delle sale è impeccabile, non ci sono cavi sparsi o non collegati come ci è successo di vedere altrove e lo stesso Marco, un po’ scocciato, si lamenta di uno sportello dei rack lasciato aperto: “questi dovrebbero essere sempre richiusi!” spiega rivolgendosi a noi. Si tratta di una buona abitudine, che dovrebbe essere la regola in tutti i datacenter, anche se purtroppo la realtà è ben differente.

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Tutti i server, nella sala dati del primo piano, ma anche nelle altre, sono esclusivamente Dell, Marco ci mostra una piccola partita di server HP che verranno sostituiti a breve. Niente viene lasciato al caso, e in Aruba tengono molto a sottolineare come il cambio delle macchine avvenga regolarmente, ogni tot tempo le macchine vengono dismesse e sostituite con hardware nuovo, questa la ragione per cui Aruba dispone anche di numerose offerte di hardware usato.

La prima nostra domanda è se l’assistenza sull’hardware venga effettuata dal fornitore o svolta in casa, Marco coglie l’occasione per mostrarci una parte della sala dove vengono poste le scorte hardware, per ogni modello di server c’è un numero predefinito di macchine nuove, pronte ad entrare in funzione nel caso di guasti o semplicemente per la sostituzione di pezzi.

Ogni qual volta il numero di macchine presenti in magazzino scende sotto un certo numero (ricordo un cartello indicante la scorta minima di 25 server Dell per tipo) automaticamente viene rifornito il magazzino da un nuovo ordinativo: il motivo, spiega Marco, è semplice, l’assistenza è in grado di intervenire istantaneamente per qualsiasi guasto hardware, sia che richieda la sostituzione diretta della macchina, sia solamente di un singolo pezzo.

La scelta di utilizzare in farm solamente quattro modelli di server è funzionale proprio alla possibilità di averne poi una scorta pronta in magazzino, con una possibilità di rimanere senza pezzi o server prossima allo zero.

Esiste in realtà anche la possibilità di ordinare macchine personalizzate, tuttavia Marco ci ricorda come in questo caso l’assistenza venga effettuata direttamente dal Cliente o dal fornitore hardware, con tempi di intervento, logicamente, superiori, tranne che per i pezzi comuni quali cpu, ram, dischi che vengono comunque sostituiti dai tecnici Aruba su richiesta.

La sala ospita inoltre il servizio di colocation, erogato all’interno degli armadi riconoscibili dalla scritta “Aruba” impressa (quando abbiamo detto a Stefano che pensavamo fosse stata fatta in Photoshop vedendola sul sito, ci ha guardato un po’ male, dal vivo posso assicurare che da un tocco di eleganza non indifferente!).

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Armadi ospitanti i server tower.

La seconda sala al primo piano è invece destinata ai servizi delle aziende acquisite da Aruba, al suo interno solo collacati i server di 9Net, Tol, WebSolutions e altre, oltre ai servizi colocation in rack. Più avanti scopriamo che all’interno della sala sono ospitati i server anche di grandi compagnie di telecomunicazioni italiane e non.

Nel nostro tour interno abbiamo avuto modo di vedere anche i sistemi di raffreddamento e il generatore diesel posti sul retro dell’edificio. Per quanto riguarda invece l’energia utilizzata dalla farm, abbiamo avuto modo di accedere alla sala dei quadri elettrici, posta al pian terreno. Stefano ci ha fatto notare come il consumo in kwatt del sistema di alimentazione dei server e del sistema di condizionamento sia quasi pari durante i mesi estivi, dove la potenza erogata per garantire le basse temparature della farm supera addirittura quella erogata per l’alimentazione delle macchine.

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