Webfarm tour; Monaco, i datacenter di Level3 e Global Crossing

HostingTalk.it ha visitato due importanti datacenter tedeschi: la serverfarm di Level3, una delle piu importanti compagnie di telecomunicazioni al mondo, e quella di Global Crossing, datacenter collocato nel centro cittadino di Monaco. Nell'articolo tutti i dettagli sulle strutture e sulla connettivita, oltre alle foto scattate durante la visita. Introduzione Prosegue il nostro viaggio per i datacenter italiani ed europei, dopo aver inaugurato il nostro tour con la visita al datacenter di Aruba ad Arezzo, a Novembre 2007 abbiamo deciso di spingerci oltre confine e andare a visitare due datacenter europei, situati a Monaco di Baviera.

Incubatec, una società dinamica dall’alto potenziale

Incubatec, una società dinamica dall’alto potenziale

incubatec.pngL’idea di visitare i due datacenter bavaresi non è stata nostra, dobbiamo ringraziare Thomas Moroder, CEO di Incubatec, con il quale in uno scambio di email avvenuto a fine Ottobre siamo riusciti ad organizzare la visita, nella prospettiva di mostrarci un tipo di struttura che differisce per molti aspetti da quella italiana.

Incubatec, proprietaria del brand Server24, è una società molto dinamica, è questa la prima parola che mi viene in mente se dovessi descrivere il loro modus operandi, e la conferma la abbiamo avuta vedendo direttamente come lavorano alla gestione dei propri servizi.

Ad accoglierci sono proprio Thomas e il suo collega Marcus; incuriosito chiedo a entrambi quali studi abbiano fatto e come sono approdati alla creazione di una compagnia di hosting: la risposta non ci sorprende ma ci conferma ancora una volta che offrire servizi di questo livello richieda diverse skills e anni di esperienza alle spalle, sia Thomas sia Marcus si sono laureati in informatica a Monaco, ed è lo stesso Thomas a dirmi che le “ossa” lui se le è fatte poi, lavorando come sistemista presso la nota casa automobilista BMW. Lasciata questa esperienza hanno deciso di fondare Incubatec, con sede italiana ma “base operativa” a Monaco, Thomas e Marcus parlano infatti perfettamente tre lingue: tedesco, inglese e italiano. Incubatec offre principalmente servizi dedicati, e i servizi vengono erogati da entrambi i datacenter presso cui Incubatec ha acquisito spazio. Thomas ci spiega inoltre che, grazie a Level3, hanno potuto connettere i due datacenter tra loro con un collegamento da 1Gb, in modo tale da ridondare la connettività e garantire ulteriori servizi, come ad esempio la possibilità di eseguire backup su un datacenter diverso da quello in cui è collocata la macchina.

server24_logo.gifLa fascia di servizi in cui Incubatec si colloca è abbastanza alta, ed è lo stesso Thomas Moroder a dirci che per un arco di tempo hanno offerto server dedicati lowcost, riscontrando numerosi problemi sia con i clienti, per la maggior parte inesperti, sia con il genere di applicazioni e traffico presenti sulle macchine. Da qui la decisione di offrire solamente server dedicati di fascia medio-alta, puntando ad un livello di maggiore qualità piuttosto che ai numeri; l’assistenza viene erogata direttamente via telefono, email e ticket, sia dal NOC presente all’interno del dc di Level3, sia dall’ufficio italiano della compagnia. Server24 è proprietaria di tutta la struttura hardware presente nei due datacenter, Thomas non ci nasconde che i costi di startup, in tal senso sono stati parecchio alti; i server dedicati vengono assemblati direttamente dalla compagnia, nell’ufficio all’interno di Level3 notiamo infatti tutto l’occorrente: l’assemblaggio avviene con pezzi standard, in modo tale da potere avere sempre una scorta di magazzino per la sostituzione in casi di guasti, oltre alla certezza delle diverse configurazioni disponibili.

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Contrariamente a quanto pensavamo la collocazione estera di Incubatec ha poco a che fare con il suo target di clienti, il 90% di essi, ci spiegano, è italiana e solo una piccolissima percentuale è tedesca; le ragioni della collocazione estera delle macchine sono quindi da ricercare altrove, per primo nei prezzi inferiori rispetto all’Italia. La connettività offerta da Level3, ci spiega Thomas non è particolarmente economica (non tanto quanto quella offerta dal dc di Global Crossing) ma la differenza sostanziale si ha nel costo dell’energia, i prezzi sono inferiori anche del 40%, una percentuale notevole per un hostingprovider; anche l’ingresso come clienti di Level3 non è semplice e soprattutto non alla portata di qualsiasi hostingprovider, vengono infatti richiesti consumi minimi in termini di banda ed energia, non sostenibili per provider di piccole dimensioni, Incubatec è riuscita ad ottenere spazio all’interno del DC anche grazie a proprie conoscenze.

La collocazione di macchine all’interno del dc di Global Crossing, che si trova nel centro della città di Monaco, è avvenuto grazie alla possibilità di ottenere diverso spazio a canoni inferiori rispetto a quelli di Level3, in previsione di una crescita futura della compagnia, nella struttura di Global Crossing infatti Incubatec ha attivi solamente pochi armadi, su un totale di una ventina già predisposti all’accoglienza di nuove macchine.