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Windows Server 2003, la fine del supporto si avvicina

Mancano poco più di 159 giorni al momento in cui Microsoft staccherà la spina al supporto per Windows Server 2003 ed è importante che gli amministratori IT che si trovano ancora a lavorare con questo sistema operativo sulle proprie istanze, inizino a guardarsi intorno per capire a quali alternative rivolgersi

Mancano poco più di 159 giorni al momento in cui Microsoft staccherà la spina al supporto per Windows Server 2003 ed è importante che gli amministratori IT che si trovano ancora a lavorare con questo sistema operativo sulle proprie istanze, inizino a guardarsi intorno per capire a quali alternative rivolgersi.

Sarà il 14 luglio 2015 l’ultimo giorno di supporto per il sistema operativo Windows Server 2003, che Microsoft mantiene con aggiornamenti costanti da quasi 12 anni, a partire dal 24 aprile 2003, giorno in cui Windows Server 2003 venne rilasciato a uso pubblico.Windows Server 2003, la fine del supporto si avvicina

A distanza di circa sei mesi dalla chiusura del supporto a Windows XP, anche questo rodato sistema operativo per server, a cui molti amministratori IT sono affezionati per la stabilità raggiunta, vede la fine, chiudendo un’era in cui i concetti di cloud computing e cloud server erano ancora agli stati primordiali.

Così, è giusto organizzarsi per tempo e capire con esatezza come muoversi con le istanze che ancora si basano sul sistema operativo ormai vetusto di Redmond. Chi sta pianificando una migrazione deve prendere in considerazione tutte le opportunità possibili.

Al di là del papabile passaggio a sistemi UNIX-based, come Ubuntu Server, chi desidera rimanere in ambito Windows perché ha doti sistemistiche su questa tipologia OS, si trova in realtà di fronte a un bivio.

Le alternative Windows-based a Windows Server 2003

Da un lato, si potrebbe pensare di continuare a usare Windows Server 2003 anche senza supporto ufficiale, almeno fino a quando Windows Server 10 RTM non veda la luce. In questo caso, bisogna comunque valutare le potenzialità di Windows Server 10, i requisiti di sistema per verificarne la compatibilità hardware e, soprattutto, la stabilità che il nuovo sistema operativo sarà in grado di fornire. Infatti, in ambito di produzione e, in generale, sui server critici, è sempre sconsigliato implementare un sistema operativo che non sia sufficientemente rodato e la cui affidabilità sia ancora da comprovare.

D’altra parte, l’alternativa papabile è il salto verso Windows Server 2012 R2, come pit stop prima di guardare a un effettivo upgrade verso il nuovo Windows Server 10. Questa scelta è costosa e anche questo aspetto non può non essere preso in considerazione.

In realtà, da un post di blog di Microsoft salta fuori una terza opportunità, che prevede il pensionamento del server e la migrazione dei carichi di lavoro verso il cloud di Azure. Con gli investimenti che Microsoft sta profondendo sulla nuvola e i risultati raggiunti, è più che logico che da Redmond suggeriscano e invoglino gli utenti a considerare la propria nuvola come un’opportunità incredibile, approfittando delle reali esigenze di chi si trova a dover fare il salto da Windows Server 2003.

Infine, c’è da notare che per aiutare gli amministatori IT ad orientarsi nel dopo Windows Server 2003, Microsoft ha approntato diverse risorse online, come il sito relativo all’End of Support e alcuni post di blog tratti da TechNet come la guida di migrazione in tre parti (parte prima, seconda e terza).

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