XenServer è open source, macchine virtuali liberamente creabili

La nuova versione XenServer 6.2 diventa liberamente utilizzabile in tutte le sue componenti e fa sparire le tradizionali versioni commerciali proposte fino ad ora. I clienti potranno dunque usare in libertà la soluzione di Citrix e modificarne il codice secondo le proprie esigenze, pagando solo una licenza di supporto, qualora ne abbiano necessità

XenServer torna alle origini e rispolvera le sue radici opensource. In concomitanza con il rilascio della nuova versione 6.2, Citrix System rende aperto e disponibile a tutti il codice di XenServer e di tutte le sue estensioni, distinguendo fra soluzione libera e soluzione commerciale solo sulla base della sottoscrizione a pagamento del supporto tecnico. XenServer e XenCenter, quindi, vengono ora rilasciati sotto un mix di licenze varie (GPL, BAS e Citrix license) a seconda del componente. Qui, è disponibile un elenco completo dei componenti con la licenza di rilascio.Citrix XenServer

XenServer è da sempre il nome commerciale che Citrix ha affiancato al proprio hypervisor basato su Xen, che circa dieci anni fa è stato rilasciato per la prima volta dall’università di Cambridge e gestito dall’azienda XenSource Inc., prima dell’acquisizione di Citrix avvenuta nell’Ottobre del 2007.

L’obiettivo di queste scelta è permettere alla soluzione commerciale XenServer di seguire lo stesso successo riscosso da Xen nel cloud pubblico, posizionando XenServer nell’ambito del cloud privato e ibrido, con un occhio di riguardo anche alle nuvole pubbliche. In questo modo, Citrix desidera posizionarsi come valida alternativa all’Hyper-V di Microsoft, a VMware vSphere e a KVM. I provider cloud, di solito molto sensibili ai costi di supporto degli hypervisor su cui si basano le proprie infrastrutture, possono così abbracciare un prodotto davvero professionale, completo nelle funzionalità offerte, con costi pressoché irrisori o nulli, a differenza di altre soluzioni commerciali.

La migliore pubblicità all’affidabilità del prodotto viene resa proprio dai clienti. Non è un caso che si possano citare nomi altisonanti in merito: ad esempio, Xen è l’hypervisor utilizzato da Amazon Web Services per il servizio EC2, mentre RackSpace utilizza la variante commerciale XenServer per il suo cloud pubblico. Con la volontà di rendere libero il codice di XenServer e di tutte le funzionalità annesse, Citrix spera di costruire intorno al prodotto la stessa fortuna di Xen, guadagnando dal supporto offerto a parte.

Infatti, i clienti che decideranno di affidarsi a XenServer potranno dimenticare per sempre le difficoltà di scelta fra la versioni base, Enterprise e Platinum, scegliendo invece di usare XenServer 6.2 liberamente con un solo tipo di corrispettivo: una licenza con supporto perpetuo con costo pari a 1250 dollari all’anno o una semplice sottoscrizione annuale di supporto pari a 500 dollari all’anno.

Niente di più. Infatti, con XenServer, adesso è stato resto opensource anche XenCenter, con cui si può agire in piena libertà. A questa libertà è posta una sola eccezione, riguardante i profili di sicurezza e gli aggiornamenti. Le correzioni possono essere apportate a mano, ma se si vogliono usare le funzionalità integrate in XenCenter per apportare queste modifiche, è necessario attivare un contratto di supporto a pagamento.

La versione opensource di XenServer si distingue dunque dalla versione a pagamento solo per la maintenance e il supporto al prodotto, inclusi nell’unica edizione commerciale proposta.

XenServer 6.2, quindi, segna l’inizio di una nuova era per l’hypervisor di Citrix, introducendo molte altre novità. Oltre alla disponibilità di una piattaforma di virtualizzazione opensource per tutti gli utenti, la nuova versione ha un licensing basato su CPU socket, offre una scalabilità fino a 500 virtual machine e 4000 vCPUs per host, supporta ufficialmente Windows Server 2012 e Windows 8 e trova in XenServer.org il suo portale per la libera espressione di utilizzatori e sviluppatori.

Da notare anche come questa mossa permetta ora di utilizzare XenServer liberamente anche sui numerosi server dedicati che già oggi vengono attivati proprio per creare al loro interno altre macchine virtuali: XenServer è ovviamente un prodotto più sviluppato e maturo di molti altri e offre così diverse possibilità a chi già oggi ha necessità di utilizzare server virtuali per la propria attività.